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Note di Lunedì

Fred Bongusto, Tre settimane da raccontare

[Note di lunedi n. 132] Una canzone da raccontare: la grande canzone all’italiana

Tre settimane da raccontare è una canzone di Alberto Testa e Walter Malgoni, interpretata da Fred Bongusto e che presenta tutte le caratteristiche tipiche della grande “canzone all’italiana”. In particolare, proviamo a vedere che cosa l’accomuna a tantissima musica italiana degli anni ‘60-’70.

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Note di Lunedì

Enzo Jannacci Ma mi

Note di lunedi n. 128 – Ma mì, i racconti della nonna ritrovati in una canzone

Ma mi è una canzone di Giorgio Strehler, musicata da Fiorenzo Carpi. Curiosamente, la prima incisione appare nell’album di esordio di Ornella Vanoni. Il brano è molto più adatto ad Enzo Jannacci, che difatti lo rese popolare e ne fece un suo classico.

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Note di Lunedì

Gorni Kramer, Crapa Pelada

Note di lunedi n. 123 – Crapa pelada, uno standard jazz italiano per prendere in giro il regime fascista

Un grande classico del jazz italiano, un pezzo che risale al 1936 quando il jazz era avversato dal regime fascista in quanto musica straniera. Gorni Kramer risolve la questione con umorismo, utilizzando una filastrocca in dialetto milanese sulla melodia di It Don’t Mean a Thing, creando così il brano Crapa Pelada.

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Impressioni di settembre, Premiata Forneria Marconi PFM

Note di lunedi n. 117 – Impressioni di settembre, il progressive rock italiano ha qualcosa da raccontare

Impressioni di settembre è uno straordinario brano della Premiata Forneria Marconi PFM, noto gruppo del rock pop italiano dagli anni ’70 in avanti. La canzone ha tutte le caratteristiche tipiche del progressive rock: testo, melodia, armonia ed arrangiamento non hanno nulla da invidiare alle celebrate band inglesi.

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Tre compositori italiani che amavano il jazz

Note di lunedi n. 115 – Luigi Tenco, Carlo Alberto Rossi e Bruno Martino

Tra i molti compositori italiani che si sono ispirati in diversa misura alla musica jazz, i miei preferiti sono senza dubbio Luigi Tenco, Carlo Alberto Rossi e Bruno Martino. Il jazz ha influenzato in modo evidente la musica che hanno composto, anche se ciascuno di loro ha saputo creare un proprio stile molto personale.

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Natalino Otto, Mille lire al mese

Note di lunedi n. 112 – Mille lire al mese, jazz all’italiana… parlando di soldi

Mille lire al mese è un pezzo italiano del 1939 che imita il repertorio americano non solo nella musica ma anche nel soggetto: come in molte canzoni americane negli anni della grande depressione, il tema centrale è il denaro. Ascoltiamo l’esecuzione di Natalino Otto, uno dei primi interpreti del jazz italiano.

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Perigeo – Azimut, tra progressive rock e free jazz

[Note di lunedì n. 101] Perigeo, Azimut. Una grande band italiana tra rock psichedelico e jazz

I Perigeo sono una band italiana che è stata attiva per breve tempo alla metà degli anni ’70. Azimut è il titolo di un brano ed anche del primo disco della formazione, un pezzo ricco di sfumature tra rock progressivo, musica psichedelica e free jazz. L’assolo di Franco d’Andrea al pianoforte rende il brano ancora più interessante e coinvolgente.

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E la chiamano estate, Bruno Martino

[Note di lunedì n.77] E la chiamano estate, Bruno Martino il principe del night club

Bruno Martino è uno dei grandi interpreti della canzone d’autore italiana. Musicista per vocazione fin da giovanissimo, ha trovato un suo inconfondibile stile che lo ha reso il più grande musicista da nightclub italiano. Ascoltiamo ed analizziamo un suo grande classico, E la chiamano estate.

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Fabrizio De André, Valzer per un amore – Valzer campestre

[Note di lunedì n.75] Fabrizio De André, un capolavoro sulla musica di Gino Marinuzzi

Valzer per un amore è un brano di Fabrizio De André scritto sul tema del Valzer campestre dalla Suite Siciliana di Gino Marinuzzi, un compositore e direttore d’orchestra siciliano. Il brano uscì come singolo sul lato B del più famoso La canzone di Marinella e mostra quanto De André fosse interessato alla musica popolare già all’inizio della sua carriera.

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Armando Trovajoli, L’anatra all’arancia

[Note di lunedì n.52] Armando Trovajoli, La scuola italiana della musica da film

Armando Trovajoli è stato un grande interprete della scuola italiana della musica da film. Nella sua musica raccoglie stimoli e suggestioni da diversi generi musicali: dall’orchestra d’archi al rock, dalla musica sudamericana al jazz.