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Note di Lunedì

Milly Carla Mignone, un giovedì speciale con Bruno Lauzi

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[Note di Lunedì n.174] Milly Carla Mignone è stata una cantante e attrice italiana. Nata nel 1905, buona parte della sua carriera da attrice risale alla prima metà del ‘900, mentre le sue registrazioni musicali in studio sono posteriori al 1964, quando aveva dunque più di quarant’anni. Pur essendo fortissima nel repertorio drammatico, ho scelto di analizzare la sua interpretazione di un pezzo leggero, Giovedì speciale di Bruno Lauzi.

Milly Carla Mignone ha lavorato come soubrette e come cantante lirica, inoltre ha interpretato L’opera da tre soldi di Bertolt Brecht. Il teatro è parte di lei, persino nel cantare una canzone dal tono spensierato come Giovedì speciale di Bruno Lauzi. Anche in una canzone dal testo ottimista ed ingenuo, Milly Carla Mignone riesce a trovare un fondo di malinconia.

Il brano gioca su un paradosso: mentre ribadisce a più riprese quanto speciale sia stato quel giovedì, descrive in realtà una serie di dettagli e di piccoli gesti che nulla hanno di speciale, possono far parte di qualsiasi giornata. Guardare le nuvole, mangiare patatine fritte, un gioco al luna park: i due protagonisti evidentemente non hanno soldi da spendere, il brindisi lo fanno con l’acqua minerale ed il ritorno a casa è con un semplice metrò.

Il biliardino, il ping pong, tutto ciò che è menzionato nella canzone è semplice, anzi semplicissimo. La canzone svela il suo messaggio solo quando parla dello sguardo di uno degli innamorati: uno sguardo che è reso infuocato dall’amore. Il tenero messaggio della canzone è che qualsiasi cosa diventa speciale, se c’è l’amore.

O forse, per Bruno Lauzi è la vita stessa ad essere speciale. Basta uscire dai preconcetti, vivere con gioia quello che abbiamo ed apprezzare ogni momento. I testi del cantautore genovese spesso esprimono uno sguardo delicato e sognante sulla vita, da questo punto di vista uno dei suoi album più ispirati è la raccolta per ragazzi “Johnny Bassotto, la tartaruga… e altre storie”.

La musica della canzone fu composta da Tito Fontana e l’arrangiamento è di Pino Calvi, che suona anche il pianoforte. Il pezzo ha un’armonia semplice ma con una sorpresa a misura 9, quando il pezzo modula una terza sopra passando dalla tonalità di Si bemolle a quella di Re bemolle.

Spartito-Giovedi-speciale-di-Bruno-Lauzi

Un’altra caratteristica insolita di questo pezzo è il movimento della melodia, che è sempre diatonico: ovvero, le note si muovono sempre in fila sulla scala, alternando movimento ascendente e discendente ma senza salti.

Tornando all’interpretazione di Milly Carla Mignone, possiamo notare che la cantante non esegue le note così come scritte sullo spartito, come delle frasi di crome, ma canta tutto come se il pezzo avesse un tempo di 12/8.

Provando a spiegarlo con termini meno tecnici: la cantante esegue la melodia con un ritmo diverso dall’accompagnamento, un ritmo ternario, cullante e morbido. All’inizio della seconda strofa (minuto 1’01’’) Milly accenna una danza con le spalle ed il busto: provando ad osservarla abbassando il volume sono rimasto stupito, la cantante si muove proprio con un ritmo ternario, come se danzasse un valzer.

In questo modo la melodia risulta meno scontata e assai più interessante, ed acquisisce uno slancio del tutto nuovo. Le interpretazioni di Bruno Lauzi sono meno convincenti, dopo aver ascoltato Milly Carla Mignone appaiono sbiadite e poco efficaci. Al cantautore rimane però il merito di un testo molto fine e gioioso.

Pur non essendo una grande interprete di musica americana, Milly Carla Mignone ha inoltre un modo particolare di attaccare le frasi, sempre un po’ in ritardo proprio come il grande Frank Sinatra. Per il suo modo di cantare grave e solenne, quasi da ferma, mi fa invece pensare a Billie Holiday.

Le somiglianze con i grandi interpreti americani si fermano a questi dettagli, tuttavia Milly Carla Mignone è una cantante di grandissimo spessore che non teme confronti con nessuno. Un’altra artista di grande valore alla quale mi sento di paragonarla è Edith Piaf, anche perché Milly canta in francese ancora meglio che in inglese.

Se questo mio articolo ti è servito a scoprire Milly Carla Mignone, oppure la pregevole canzone di Bruno Lauzi Giovedì speciale, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi. Lascia un commento qua sotto, grazie!

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  • È vero! All’inizio mi sembrava un valzer. Ma non quadrava col movimento del mio piede. Bruno Lauzi è davvero un poeta: ” con quella faccia un po così, quell’espressione un po così….” (poesia in musica!) e uno stile inconfondibile! La Mignone, che non conoscevo, ha una bella voce calda e sensuale, che oltre che Edit Piaff mi ricorda le nostre Ornella Vanoni (la mia preferita) e Milva. Grazie per i tuoi interessantissimi video.

  • Grazie per averci rammentato un personaggio (chiamarla solo cantante è certamente riduttivo) ormai quasi totalmente dimenticato; ma grazie anche per avermi riportato ad un periodo – distante ben più di 50 anni fa – nel quale la TV si vedeva tutti assieme – genitori e figli – perchè magari c’era un solo apparecchio TV in famiglia o, più probabilmente, perchè c’erano solo due canali a trasmettere, ovviamente quelli RAI; era quella un’occasione imperdibile per chiacchierare tra noi ed esprimere giudizi più o meno condivisi. Tuttavia mi conceda questa malignità: dietro questa dimenticanza del personaggio in questione non c’è forse il fatto che Milly – con le sue mise nere ed i maglioni alla dolce vita – avesse un po’ troppo l’aspetto da “esistenzialista” e quindi legato al mondo del filosofo Sartre, noto simpatizzante per le teorie comuniste/marxiste? Sono forse troppo dietrologo?
    Un cordiale saluto

    • Caro Roberto, non conosco la biografia di Milly e non so dirle se fosse esistenzialista e di sinistra. Di sicuro era una donna intelligente, sicura di sé ed anticonformista, canta con un sarcasmo fuori dal comune. Grazie per il saluto, a presto.

  • Ciao Leo, pure io che spazio e ascolto molti generi, non l’avevo mai sentita. Una Édith Piaf italiana, una romantica, una persona educata come un tempo, prontissima ad accontentare il pubblico con estremo rispetto ed educazione. Una Italia persa purtroppo.
    Ci sono molti video in Rete, lei amava la sua Milano, non ho capito come abbia potuto cantare la Guerra di Piero, se non erro è volata in Paradiso nel 1980..
    Qui una sua chicca simpaticissima: MILLY – V. CORTESE – E. JANNACCI – T. SCOTTI – O. VANONI – G. GABER – F. VALERI – T. CARRARO
    https://www.youtube.com/watch?v=GDDj4RqvOBQ
    Ciao. Teo.

  • Guarda Leo le tue mail del lunedì sono molto attese…trovo sempre uno spunto x scoprire nuove cose..come qlla della settimana scorsa sul tritono…x me che sto studiando musica sono perle di conoscenza…adesso faccio due note ma domattina mentre vado al lavoro ascolterò Milly Carla Mignone, che sicuramente mi piacerà …e studierò le note che hai messo sul suo pezzo
    Ti ringrazio davvero tanto x le mail
    Buona serata

  • Milly!!! me la ricordo, così riservata e misteriosa, con la voce calda e sensuale! Ero ragazzina allora, ma avevo molta simpatia per lei. E sì, l’ho sempre pensata come un’ Edith Piaf italiana. Erano, credo, i tempi di Corrado, di Lelio Luttazzi, di Delia Scala, del teatro in tivù (non ho mai dimenticato una meravigliosa Giulia Lazzarini che recitava Ibsen). Di Bruno Lauzi poi, sono sempre stata grandissima ammiratrice. Artisti di classe, non appariscenti e non così carismatici per una televisione che è diventata sempre di più cacciatrice di fenomeni e di esibizione. Grazie Leo per questo piccolo gioiello di memoria.

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