In questo articolo ti presento il mio progetto “Blindpiano”, un sito didattico per imparare a suonare il pianoforte, dedicato ad allievi non vedenti. L’idea è nata da una conversazione con un allievo non vedente, che ha acquistato alcuni miei corsi. Confrontarmi con lui mi ha aiutato a capire come strutturare meglio i miei materiali didattici, in modo da renderli più accessibili a studenti ciechi.
Sebbene il progetto sia rivolto ad allievi non vedenti, questo approccio didattico potrebbe essere valido anche per chi vuole imparare a muovere le mani sulla tastiera ma non ha la pazienza di imparare a leggere la musica.
Ecco alcune riflessioni più approfondite e come ho deciso di strutturare il sito e le lezioni.
Come ho strutturato il corso di pianoforte per ciechi
Sebbene esista un sistema di notazione in braille per la scrittura della musica, ho deciso di farne a meno perché ritengo che imparare a utilizzarlo richieda impegno, determinazione e risorse, che la maggior parte degli allievi non ha.
Acquistare un tablet per leggere gli spartiti in braille è molto costoso, ma al di là di questo aspetto, lo scoglio della lettura della musica è già notevole per molti allievi normovedenti, ritengo che per un pianista principiante cieco sia ancora più scoraggiante.
Ho dunque strutturato il corso in modo da prescindere totalmente dallo spartito scritto. Questo rappresenta un limite, a medio e lungo termine, ma presenta anche alcuni vantaggi.
Imparare il pianoforte senza spartito: vantaggi e limiti
Per molti secoli i musicisti hanno avuto nella carta l’unico supporto per la musica che componevano, e questo ha consentito che il sistema della notazione si sviluppasse e migliorasse nel tempo. In particolare la musica classica si impara normalmente da uno spartito, e non a orecchio.
Un allievo non vedente che vuole studiare musica classica in modo abbastanza serio, prima o poi dovrà confrontarsi con il sistema di notazione braille. Tuttavia, i primi passi possono benissimo essere fatti senza l’ausilio dello spartito, concentrandosi sugli aspetti fisici (la forma della tastiera), sull’orecchio musicale e sulla comprensione dei meccanismi della musica: scale, accordi, tonalità e simmetrie varie.
In pratica, nei miei corsi per allievi ciechi ho eliminato completamente lo spartito, cercando di privilegiare altri aspetti. In particolare, ho provato a dare maggiore sostanza a questi elementi:
• I movimenti delle mani, con attenzione agli spostamenti e alle distanze (che in musica si chiamano “intervalli”). • Educazione dell’orecchio, per imparare a riconoscere immediatamente note vicine, movimenti paralleli e contrari, salti. • Analisi della forma, per riconoscere tutti gli elementi che si ripetono in un brano, e ridurre il lavoro della memoria vera e propria.
Fare a meno dello spartito offre anche alcune opportunità che possono compensare almeno in parte l’impossibilità di utilizzare la notazione musicale. Ecco quali sono questi vantaggi:
• Mettere al centro il suono fin dal principio, favorendo lo sviluppo dell’orecchio musicale
• Un approccio più fisico allo strumento. Senza la mediazione dello spartito e senza poter vedere la tastiera, un allievo cieco è portato a sviluppare subito quel rapporto con la tastiera che normalmente arriva in una fase più avanzata
• Un forte incentivo a comprendere quello che si sta studiando, mediante l’analisi della forma e di aspetti che normalmente passano in secondo piano, per chi legge lo spartito: moto parallelo, simmetrie, diteggiature.
Pianoforte classico o jazz? La scelta del metodo Beyer
Per gli appassionati di musica jazz, lo spartito è meno importante in quanto è musica che si impara principalmente ascoltando ed esercitandosi su formule armoniche ben precise. Per il momento mi sono dedicato tuttavia alla parte “classica”, per affrontare subito il terreno più complicato.
Ancora una volta ho scelto uno dei metodi di pianoforte più usati da sempre, l’opera 101 di Ferdinand Beyer che è estremamente graduale ed ordinata, ma anche piuttosto ambiziosa. Ho preferito non creare un metodo da zero, per timore di realizzare qualcosa di troppo elementare.
L’opera 101 di Beyer è molto valida e l’ho impiegata con centinaia di allievi, per cui ho voluto mettermi alla prova e provare ad insegnarla anche ad allievi non vedenti. In particolare, ho ritenuto che fosse valida per allievi non vedenti per alcune sue caratteristiche:
• Le mani restano nella medesima posizione per molti esercizi, dando modo all’allievo di memorizzare il suono delle note ed associarlo alle diteggiature • Gli esercizi sono brevi ed ordinati, in particolare è stato facile suddividerli in sezioni di 4 o 8 misure, cosa fondamentale per impararli a memoria • E’ un metodo relativamente lento nell’aggiungere nuove difficoltà, caratteristica positiva per chi deve affidarsi esclusivamente a orecchio e memoria
Aspetti tecnici: più vantaggi, che svantaggi
In un mondo dominato dal video, mi sono accorto che un corso basato esclusivamente su audio-lezioni presenta dei vantaggi notevoli. Costruire un sito per allievi ciechi è stato più facile, ed anche più divertente. Ecco come ho cercato di costruire Blindpiano ed il mio corso di pianoforte per non vedenti:
• Niente grafica accattivante ed inutile, niente cover, foto, disegni. Solo i contenuti necessari, e ordinati quanto più possibile per rendere il sito navigabile e accessibile agli “screen reader”, i sistemi di lettura automatica impiegati dai non vedenti per navigare.
• Niente marketing. Una persona cieca che vuole provare a suonare il pianoforte deve avere già una sua motivazione e se arriva sul mio sito potrà iniziare il primo corso senza bisogno di pagare, di registrarsi, di leggere nulla di inutile.
• Rimuovere video e immagini significa avere un sito più leggero, più efficiente, più veloce, con meno problemi tecnici.
• Realizzare le audio lezioni è stato molto più semplice, non è stato necessario montare un complicato set con varie videocamere per inquadrare le mie mani, come ho dovuto fare per i miei precedenti videocorsi
Aiutami a far conoscere Blindpiano
Il progetto Blindpiano nasce in due lingue fin dal principio, con un sito in italiano ed uno di inglese. Puoi farlo in diversi modi:
• Facendo un giro sul sito e verificando che tutto funzioni. L’ho fatto anch’io diverse volte, ma per esperienza so che alcune cose possono funzionare sul mio PC e smartphone, e non su quello di qualcun altro.
• Provando il corso tu stesso, in particolare se non hai mai suonato il pianoforte e non sai leggere la musica.
• Facendo conoscere BlindPiano ad un pubblico più ampio, mettendo dei link sui tuoi social media o sul tuo sito internet, se ne hai uno.
Blindpiano è disponibile in italiano e in inglese, ecco i link
Corso di pianoforte per ciechi, in lingua italiana
Piano course for the blind, in lingua inglese
Naturalmente sarò felice se vorrai farmi sapere cosa pensi di questo progetto, se hai idee per promuoverlo o migliorarlo, o se vuoi collaborare a BlindPiano in qualche modo. Grazie, a presto!


