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Cinque consigli per suonare jazz e imparare a improvvisare

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Suonare jazz e imparare a improvvisare richiedono conoscenze specifiche che non sempre abbiamo acquisito nei nostri studi sullo strumento. Nella mia esperienza di studente prima e di insegnante poi mi sono convinto di alcune buone pratiche che possiamo mettere in atto per rendere questo lavoro meno faticoso e più efficace. Ecco dunque cinque consigli per suonare jazz e imparare a improvvisare.

Propongo cinque terreni di studio, da affrontare per migliorare su più terreni: la conoscenza dell’armonia, il repertorio e i diversi stili musicali, la tecnica strumentale ed infine -più importante di tutto- la fantasia e creatività. Per imparare a improvvisare, il punto di partenza dovrebbe essere sempre la musica, non gli esercizi. Per questo è importante lo studio del repertorio.

N.1 Studiare il repertorio

Prima di avventurarti nello studio di scale, armonia, teorie complicate e pattern difficilissimi, la prima cosa importante è lo studio del repertorio. Scegli qualche brano che ti piace particolarmente e comincia ad imparare a memoria il tema e possibilmente anche il giro armonico. Per iniziare non scegliere un brano troppo difficile. Tempo fa ho scritto una lista per imparare 100 standard jazz, in ordine progressivo di difficoltà. Puoi iniziare scegliendo uno o più brani del primo o del secondo gruppo.

N.2 Studiare l’armonia

Spesso chi si avvicina allo studio della musica jazz pretende di improvvisare senza conoscere nulla sul funzionamento della musica: l’armonia. Oppure commette l’errore opposto e si mette a studiare manuali di armonia troppo difficili. Ecco alcuni argomenti che dovresti assolutamente studiare e conoscere, segui i link per vedere lezioni gratuite su ciascun argomento:

  • La scala maggiore e la sua armonizzazione
  • Le scala minore e la sua armonizzazione
  • I sette tipi di accordi a quattro voci (accordi di settima) ricavati dalle scale
  • Gli altri tipi di accordi a quattro voci
  • I vari tipi di cadenza: perfetta, plagale, imperfetta, d’inganno, minore e sesta napoletana.
  • Armonia funzionale: modulazioni, dominanti secondarie, la sostituzione di tritono
  • Le scale modali

Se non hai mai studiato armonia, ci vorrà un po’ di tempo per acquisire familiarità con tutto ciò. Tuttavia non c’è fretta, l’importante è crescere in modo omogeneo, nella pratica e nella teoria. Su questo sito trovi un video corso di armonia funzionale che ti condurrà passo dopo passo nella scoperta di questa materia. Adesso andiamo avanti con il consiglio numero 3.

N.3 Trasformare la teoria in esercizi pratici, fin dal principio

Fin dal principio è importante sforzarsi di mettere in pratica la teoria sullo strumento. Ecco una serie di esercizi che dovresti affrontare in modo sistematico, accertandoti di avere risolto ciascun punto prima di proseguire al successivo.

  • Suonare le scale maggiori in tutte le tonalità
  • Suonare l’arpeggio della triade maggiore, minore e diminuita, in tutte le tonalità
  • Suonare gli accordi a quattro parti (accordi di settima) costruiti sui vari gradi della scala maggiore, in tutte le tonalità
  • Suonare le scale minori naturale, armonica e melodica, in tutte le tonalità
  • Suonare gli accordi a quattro voci ricavati dalla scala minore armonica, in tutte le tonalità: accordo Maj7#5, accordo mMaj7, accordo dim7
  • Suonare i rimanenti accordi a quattro parti: 6, m6, 7#5, 7sus4
  • Suonare le scale modali dorica, misolidia, lidia, frigia (suggerisco questo ordine) in tutte le tonalità

N.4 Esercizi per l’improvvisazione: facili, facili e ancora facili

Prima di avventurarsi ad improvvisare su brani difficili e giri di accordi arditi, due generazioni di jazzisti hanno suonato semplici canzoni. Questo è vero sia per il jazz delle origini (anni ’20) che per il periodo swing (anni ’30). Iniziare con un complicato pezzo di Wayne Shorter o di Lennie Tristano è come decidere di dedicarsi al pugilato ed iniziare sfidando il campione del mondo. Ti parrebbe un’idea saggia?

Esercizi facili per imparare a improvvisare e suonare jazz
Se affronti esercizi troppo difficili, andrai al tappeto alla prima ripresa

Inizia ad improvvisare su un accordo, poi passa alla semplice cadenza II V I ed assicurati di studiarla a lungo! Quando cominci a muoverti con facilità su una scala maggiore ed i suoi accordi, puoi affrontare qualche semplice brano. I pezzi in tonalità minore sono più difficili, quindi studiali in un secondo momento. A seguire una serie di semplici esercizi per l’improvvisazione, in ordine progressivo di difficoltà. Ricordati di eseguire ogni esercizio in tutte le tonalità.

  • Improvvisa su un solo accordo maggiore, usando la scala maggiore
  • Improvvisa sulla cadenza II V I (ad esempio Dm7 G7 C) usando quindi sempre una sola scala ma dando particolare importanza alle diverse note degli accordi
  • Improvvisa sulla sequenza I VI II V (ad esempio Cmaj7 Am7 Dm7 G7)
  • Improvvisa su semplici brani in modo maggiore (ad esempio Take The “A” Train)
  • Improvvisa sulla cadenza minore (ad esempio Dm7(b5) G7 Cm)
  • Improvvisa su semplici brani in modo minore (ad esempio Beautiful Love)

Questo programma non si può svolgere in pochi giorni, cerca di essere paziente e procedere con ordine. Se la testa controlla sempre quello che le mani suonano, non correrai il rischio di suonare a caso cose che non capisci. E se tu non capisci quello che suoni, figuriamoci chi ti ascolta…

Prova anche tu a suonare il piano jazz con la nostra Introduzione al piano jazz. [thrive_link color=’orange’ link=’https://www.leoravera.it/suonare-il-piano-jazz/’ target=’_self’ size=’medium’ align=’aligncenter’]scopri di più[/thrive_link]

N.5 Suona con gli altri, studia con gli altri

Il jazz è musica da fare insieme agli altri. Appena puoi suona con qualcuno, o meglio ancora: studia con qualcuno. Molti principianti studiano cose sbagliate, troppo difficili, e cercano di suonare brani troppo difficili anche quando suonano insieme agli altri. Anche se lo affrontate in due, il campione del mondo dei pesi massimi vi metterà entrambi al tappeto alla prima ripresa.

Se hai uno o più amici che studiano al tuo livello, decidete insieme degli esercizi che possano essere utili a tutti. Anche solo suonare sulle cadenze o su un unico accordo può essere più divertente ed utile se fatto in gruppo, infatti vi abituerete ad andare a tempo ed a suonare insieme.

Le Backing Tracks

Le cosiddette backing tracks o tracce di accompagnamento (basi musicali) sono uno strumento indispensabile per suonare jazz ed imparare a improvvisare. Ne puoi trovare alcune su YouTube, esistono collezioni in vendita come gli Aebersold, ma personalmente ti consiglio il software Band-In-A-Box che permette di realizzare delle tracce su misura, e soprattutto di regolare velocità e tonalità in modo rapido e semplice.

videocorso per suonare jazz e imparare a improvvisare
Videocorso di improvvisazione

Se hai trovato interessante l’approccio all’improvvisazione che ho proposto in questa lezione, forse può interessarti il mio corso di improvvisazione , che affronta 12 brani jazz e 32 esercizi in ordine di difficoltà. Le prime lezioni sono gratuite, guardale ora.

Conclusioni

Se speravi di trovare nei miei cinque consigli per suonare jazz ed imparare a improvvisare delle grandi verità, probabilmente sarai rimasto deluso. Non ci sono trucchi o scorciatoie: imparare a improvvisare richiede disciplina e studio, come tutte le cose difficili (ed appassionanti).

Tuttavia, se non commetterai l’errore di iniziare da cose troppo difficili potrai divertirti fin dal principio, e questo è quello che conta perché avrai ancora più voglia di studiare e di suonare.Se ti  fa piacere, lascia un commento: Qual’è la cosa più difficile per suonare jazz e imparare a improvvisare?

    • Tra qualche giorno pubblicherò un articolo sulla scala maggiore con alcuni semplici esercizi, seguiranno altri tutorial su vari argomenti di armonia funzionale. Spero ti saranno utili per studiare!

  • Ciao! Ho appena trovato il tuo blog e ho letto attentamente la parte in cui fornisci preziosi suggerimenti per l’improvvisazione.
    L’ho trovata una raccolta sintetica, ma seria e dettagliata, di indicazioni che dovrebbero, a mio avviso, costiuire il percorso ideale di formazione per chiunque si addentri in quel campo.
    Ho iniziato tardi a studiare musica e suono il sax tenore, anche in banda civica, ma se devo dire sinceramente quale sia lo scoglio in assoluto più difficile da superare…beh, allora ne ho solo uno: avere un luogo dove esercitarsi!
    Il 95% degli italiani abitano in condominio che non è il luogo adatto per vivere in pace con gli altri se si studia musica e senza il quotidiano esercizio a niente servono i migliori consigli del migliore insegnante.
    Ho colleghi di banda, alunni che studiano anche in conservatorio (sono insegnante io stesso, ma in Istituto Tecnico) e colleghi di lavoro che sono tutti accomunati da questo frustrante problema, particolarmente per chi suona il sax (anche per i clarinettisti, ma il relativo “rumore” è più tollerato). Il sax emette suoni principalmente atttraverso i camini del fusto e solo in parte escono dalla campana, il che si traduce nella quasi impossibilità di “zittirlo un po’”.
    Esistono sordine simili a quelle delle trombe, ma annullano la possibilità di suonare le note più basse, mentre tutte le altre sono attenuate in maniera lieve è un po’ distorta, inoltre costringono ad aggiustamenti di imboccatura che portano spesso ad impostazioni errate. Lasciamole perdere!
    Raccolgo come veri tesori i suggerimenti come quelli che ritroviamo nel tuo blog, Leo,, proprio perchè spero sempre in un futuro più roseo…e tollerante…verso chi suona.
    E pensare che dovremmo essere il popolo che più di ogni altro condivide la musica nel DNA!

    • Grazie Stefano del tuo commento, l’aspetto del “luogo per studiare” mi era completamente sfuggito. Da pianista, ho sempre l’alternativa del pianoforte digitale negli orari in cui c’è rischio di disturbare. Mi fai ricordare un mio amico sassofonista che ha l’armadio sempre spalancato con il leggio davanti: suona tenendo la campana del sax in mezzo ai cappotti per non fare rumore! Ciao, a presto

  • Ciao, innanzitutto grazie mille dell’articolo!
    Ho iniziato a praticare la musica cominciando dalla chitarra essendo uno strumento abbastanza accessibile e tra i miei preferiti.
    Nel frattempo ho iniziato a prendere lezioni di canto (è sempre stato un mio sogno) moderno.
    Avendo sempre ammirato il jazz sia per la sua complessità che nelle emozioni che mi suscita, non sono mai riuscita a trovare una mia identità così forte come in canzoni da un sound r&b, blues.
    Ultimamente ho preso il coraggio ad interpretare alcune canzoni delle migliori cantanti jazz della storia e ho capito che se mi appassiona il jazz per quanto difficile sia dovrei portarlo avanti, anche nel canto.
    Ma per quanta riguarda lo studio della musica jazz, dal punto di vista strumentale, cosa mi consigli?
    Ho iniziato con la chitarra ma essendo un prestito non ne sono vincolata. Sarebbe più utile una tastiera?
    Grazie mille!

    • Ciao Camilla, benvenuta sul mio sito e grazie del bel messaggio. Ti consiglio senza esitazioni di imparare almeno a fare qualche accordo al pianoforte. La tastiera consente di visualizzare in modo chiaro scale e accordi ed è uno strumento privilegiato per studiare la musica in generale.

      E poi, su questo sito trovi un sacco di lezioni e corsi, per cui puoi imparare anche da sola… 🙂

      Scherzo, se puoi farti seguire da un maestro è meglio!
      Ciao a presto
      Leo