Suonare il pianoforte: studiare lentamente è davvero utile?
Suonare il pianoforte Studiare lentamente

Suonare il pianoforte: studiare lentamente è davvero utile?

Quotidianamente mi trovo a ripetere ai miei allievi: "suona lentamente!" Voglio spiegare le ragioni che mi inducono a dare questo consiglio, proverò dunque a rispondere alla domanda "per suonare il pianoforte, studiare lentamente è davvero utile?"

Nel video spiego perché suonare lentamente è davvero importante. Guarda il video, o se preferisci continua a leggere l'articolo.

1) La differenza tra suonare e studiare

Soprattutto chi studia da autodidatta, spesso confonde suonare con studiare. La differenza tra le due cose è sostanziale, chi vuole imparare a suonare il pianoforte (o qualsiasi altro strumento) dovrebbe sempre tenerne conto. Suonare le canzoni che già conosciamo non significa automaticamente progredire, anzi a volte è vero il contrario: invece di migliorare consolidiamo i nostri difetti.

Usando una metafora sportiva: per un ciclista allenarsi significa misurare il tempo che impiega per coprire un dato percorso, oppure affrontare determinate salite. Andare a passeggio in bicicletta sul lungo mare, fermandosi a chiacchierare con gli amici o a prendere un gelato, non è certo un allenamento!

Qualunque sia il repertorio che vogliamo imparare, classico o moderno, un programma di studio per imparare a suonare il pianoforte dovrebbe sempre avere alcune caratteristiche:

  • avere obiettivi precisi
  • metterci in difficoltà almeno un po', ma non troppo: gli esercizi devono essere alla nostra portata
  • essere pianificato per un periodo di tempo ben definito: una settimana tra una lezione e l'altra, un mese, un anno di studio

2) Lo studio consapevole: quali sono gli obiettivi specifici?

Se il nostro studio ha obiettivi precisi, mentre eseguiamo un dato brano o esercizio saremo portati a prestare più attenzione a quello che facciamo. Ad esempio, quando eseguiamo un tipico esercizio dal metodo Beyer Op.101 del primo anno di studio, oppure da Duvernoy Op.176 per il secondo anno di pianoforte, abbiamo diversi obiettivi: la lettura delle note, le diteggiature corrette, rispettare il tempo del brano e suonare con un gesto della mano naturale e rilassato.
Se siamo consapevoli di tutti questi aspetti e cerchiamo di perseguirli simultaneamente, studiare lentamente diventa una necessità e ci consente di muoverci passo dopo passo in modo preciso e corretto, minimizzando la fatica.

Studiare lentamente ha senso unicamente se siamo consapevoli di ciò che cerchiamo. Un altro esempio: se andiamo nel bosco a cercar funghi, non possiamo certo correre (questa attività molto comune nel mio paese, Licciana Nardi). Se però andiamo lentamente ma guardiamo per aria, non troveremo comunque nulla. Per cercar funghi dobbiamo andare lentamente ma anche guardare sotto le foglie, riconoscere le zone più umide, sapere in che stagione crescono. Esattamente come nello studio del pianoforte, andare lentamente è solo uno dei requisiti, non l'unico.

Studiare lentamente è davvero utile

3) Gesto - suono - idea

Spesso chi inizia a suonare il pianoforte tende a dare la caccia alle note, una per una, trascurando i valori musicali, le diteggiature e il gesto della mano. Per suonare in modo corretto ed imparare più rapidamente è invece utile collegare tre aspetti: gesto-suono-idea.

Invece che partire dalle note sullo spartito e suonarle una alla volta, dobbiamo partire dall'idea dell'intera frase musicale, pensare a un suono e realizzare il movimento più utile per ottenerlo. Questo approccio può essere dettagliato in alcuni passaggi:

  • Analizziamo l'intera frase musicale e pensiamo al movimento più opportuno per eseguirla
  • Collochiamo le singole note all'interno del gesto complessivo, non solo delle singole dita ma dell'intera mano e del polso
  • Verifichiamo che il suono che ne risulta sia coerente con l'idea del brano, e se necessario correggiamo il gesto

Il rapporto tra questi tre aspetti è circolare, dall'analisi e comprensione del brano (idea) deriva un movimento della mano (gesto) e di conseguenza l'esecuzione del brano (suono). Se siamo attenti a tutti e tre questi aspetti, studiare lentamente è utile e necessario.

Conclusioni: studiare lentamente è davvero utile?

Il pianoforte è uno strumento nel quale l'aspetto razionale è predominante, specialmente nei primi anni quando dobbiamo sviluppare capacità di lettura, indipendenza delle mani, conoscenza dell'armonia. Per questo uno studio consapevole, attento ed organizzato è necessario e ci può aiutare a progredire, un passo alla volta.

I corsi di musica su questo sito sono coerenti con questo approccio didattico, se ti interessa visita la sezione videocorsi

La risposta alla nostra domanda iniziale, per suonare il pianoforte, studiare lentamente è davvero utile?, è dunque affermativa. Se studieremo lentamente ed in modo consapevole, i nostri progressi saranno più rapidi ed avremo ancora più voglia di suonare e studiare. Come al solito mi farà molto piacere se vorrai condividere la tua opinione sull'argomento: scrivila nei commenti all'articolo!

  • Luther ha detto:

    Ciao a tutti da un po applico il concetto di studiare con lentezza in modo da capire bene le note ed il fraseggio e vi dico che se a prima vista può sembrare noioso quando poi capisci bene anche le sfumature velocizzare è un gioco da ragazzi.

  • Giusepoe ha detto:

    Ciao Leo, credo che l’approccio allo studio regolare del pianoforte per un adulto sia più problematico perchè si tende a seguire delle scorciatoie che portino ad un risultato più rapidamente.
    Ci sono talenti che pur non conoscendo nulla di teoria musicale, riescono a suonare brani anche importanti.
    Secondo la tua esperienza di insegnante può essere utile studiare e perfezionare un brano dopo averlo imparato a suonare ascoltanto e guardando una esecuzione di un professionista.

    • leoravera ha detto:

      Ciao Giuseppe, guardare qualcuno che suona è sempre utile ma bisogna fare attenzione a non imitare gli aspetti sbagliati. Ciascuno deve tarare il proprio studio ed i propri esercizi su se stesso, mai imitando in modo passivo qualcun altro, neanche uno più bravo.

  • Maurizio Evangelista ha detto:

    Assolutamente d’accordo … tuttavia quando studio tendo ad eseguire il brano ad una velocità prossima a quella che richiede il brano, poiché se rallento troppo … alla fine mi perdo , ahimè!
    Credo che tenere il tempo sia il talento più importante per un musicista … quello che fa la differenza. Ed io da questo punto di vista sono ancora un principiante. Mi chiedo come si possa arrivare ad un buon livello … Leo Illuminami ! ciao

    • leoravera ha detto:

      Maurizio suonare lentamente non è facile, proprio perché l’istinto ci porta a suonare la musica al suo tempo naturale. Per imparare a studiare lentamente puoi usare un metronomo, ma anche quello non si sostituisce a te: devi sforzarti ed imparare.

  • ROBERTO ha detto:

    Prof. sono d’accordo con Lei su tutto. Non suono il pianoforte, suono la tromba, ma il concetto da Lei espresso sul suonare lentamente vale alla stessa maniera. Un saluto

  • Mario Teodoro Pizzorno ha detto:

    Ciao Leo, come stai? Sicuramente lentamente, poi la velocità verrà da sola. Buone cose. Teo.

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