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Note di Lunedì

Roberto Murolo e la canzone napoletana,’O Ciucciariello

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[Note di lunedì n.42] Roberto Murolo è stato un grande interprete della canzone popolare napoletana, alla quale ha dedicato anni di studio e ricerca. Poche città hanno dato alla musica popolare italiana un contributo paragonabile a quello di Napoli, ascoltiamo ed analizziamo una graziosa canzone dal titolo ‘O Ciucciariello.

Del brano ‘O Ciucciariello Murolo ha scritto le parole, mentre la musica è di Nino Oliviero. La canzone è del 1951 e racconta le confidenze che un carrettiere fa all’asinello che tira il suo carretto.

Il brano è tripartito ed ha il classico ritmo di tarantella, un tipico tempo composto in questo caso di velocità moderata. Il primo motivo è in tonalità di Do minore e scende cromaticamente:

Roberto Murolo O Ciucciariello, parte A
Roberto Murolo O Ciucciariello, parte A

Il secondo motivo vede una modulazione alla relativa maggiore Mi bemolle, in questo caso la melodia è ascendente:

Roberto Murolo O Ciucciariello, secondo motivo
Roberto Murolo O Ciucciariello, secondo motivo

Il ritornello è ancora in modo maggiore, questa volta in Do. La melodia è placida e calma, non esprime ansia o dolore; l’uomo trova conforto nel confidarsi con il fedele asinello.

Roberto Murolo O Ciucciariello , ritornello in DO maggiore
Roberto Murolo O Ciucciariello , ritornello in DO maggiore

Le tre sezioni del brano si susseguono nell’ordine ABC ABC A e la canzone si conclude così come era iniziata:

‘Ncopp’a na strada janca e sulagna,
‘mmiez’a ll’addore e a ll’aria ‘e campagna,
na carretta piccerella,
chianu chiano, se ne va.

Su una strada bianca e solitaria,
tra l’odore e l’aria di campagna,         
un carretto piccolino,
piano piano, se ne va.

La ripetizione della strofa iniziale alla fine del brano crea un senso di ciclicità, di ritorno: il carretto passerà ancora e ancora su quella strada solitaria, ci saranno altri innamorati tristi e delusi ma anche nuovi amori e, forse un po’ di felicità.

Questa interpretazione di Roberto Murolo è straordinaria, la registrazione un po’ sciupata non rende onore alla pulizia della sua esecuzione, sia vocale che strumentale. In più di un’occasione Murolo rallenta fino quasi a fermarsi (0’40”, 1’10”, 1’59”), con grande effetto drammatico. Poesia, musica, teatralità si incontrano creando una piccolo capolavoro della musica popolare napoletana.

Arrivederci al prossimo lunedì!

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