Quando ti eserciti, è giusto suonare lentamente? - leoravera.it

 

Alcune considerazioni sulle buone ragioni per suonare lentamente quando studiamo e ci esercitiamo con il nostro strumento.

Se preferisci, leggi l'articolo "Suonare il pianoforte: studiare lentamente è davvero utile'?"

Ho registrato questo video sperando di riuscire a comunicare meglio con allievi ed amici che frequentano il mio sito. Se ti fa piacere lascia un commento qua sotto per farmi sapere come la pensi. Quanto ti eserciti, tu cerchi di suonare lentamente?

  • Sergio ha detto:

    Gentile Leo, come sempre trovo il tuo atteggiamento positivo di disponibilità che personalmente apprezzo moltissimo! Credo, anche chi non pensa di avvicinarsi alla musica, al piano, con il tuo modo gentile ma professionale, porta a chi ascolta ad iniziare quella strada, certamente in salita, di note, di melodia, di piacere!
    Pertanto i miei complimenti per la tua disponibilità e professionalità! Ricevo sempre da parte Tua, certamente con piacere, considerazioni, metodi e molto altro e Ti ringrazio.

    Condivido quanto da Te detto, il correre spesso non porta a risultati voluti ma a portare nel tuo crescere, difetti all’obbiettivo finale, saper suonare in modo corretto e piacevole!

  • Eros Tassi ha detto:

    per me affrontare un pezzo lentamente è inevitabile. Semmai l’attenzione è a “stare lenti” finchè non lo si padroneggia: a me viene infatti l’impazienza di sentire come suona al tempo giusto e, se cedo, mi porto dietro sporcizie che solo a tempo lento posso risolvere. Ne dico una: al tempo giusto mi capita di incartarmi sempre su un passaggio e non mi accorgo che sto usando una diteggiatura inadatta: rallentandolo tanto me ne accorgo subito e rimedio.

  • Davide Celadon ha detto:

    Credo che cercando affrontare velocemente fin da subito un esercizio o un brano, si corra il rischio di cristallizzare movimenti non corretti, che poi si fa fatica a correggere. Facilmente poi, subentra la frustrazione. Personalmente approccio sempre lentamente ogni esercizio, in prima battuta a mani separate, per poi unirle e aumentare la velocità gradualmente, quando ho acquisito sicurezza.
    Approfitto per ringraziarti per i preziosi consigli e per la tua disponibilità. Per un neofita come me sono importantissimi.

  • mario massari ha detto:

    Sintesi perfetta,studio lentamente,quando ho trovato quello che cercavo,sia un scala,oppure un accordo,un giro armonico,cerco la velocità.Faccio attenzione al suono e al tempo,il che non significa che poi diventi automatico.Ciao Leo.

    • leoravera ha detto:

      Ciao Mario, a volte quando studiamo facciamo attenzione allo spartito ma trascuriamo il suono. Invece dobbiamo sempre fare attenzione al suono, come dici tu.

  • Manlio Mascari ha detto:

    Trovo utilissimo un primo approccio ento, in particolar modo quando affronto lo studio di un nuovo brano, ritengo che sia una buona abitudine. Grazie

  • Alcide ha detto:

    Da principiante assoluto trovo assolutamente necessario, specie per un nuovo brano, iniziare lentamente, ovviamente la lentezza è relativa alla propria abilità.
    Il suonare lentamente, anche se le prime volte per un principiante (in particolare se poco abile nel solfeggio) può rendere difficile sentire la melodia, serve affinché il brano entri nella mano e nella mente, quindi si consolidi la coordinazione tra mano e mente. Naturalmente occorre spesso ripetere le battute più ostiche fino a eseguirle correttamente. Ottenuto questo si può cominciare a velocizzare di volta in volta l’esecuzione fino a raggiungere la velocità consigliata dall’autore. A questo punto mi permetto di dire di eseguire il brano secondo la propria sensibilità musicale, rispettando ovviamente i rapporti del fraseggio.

  • Maria ha detto:

    Per me è indispensabile iniziare lentamente per imparere bene il pezzo. In seguito cerco di aumentere il ritmo ma faccio fatica ad essere veloce.

    • leoravera ha detto:

      Ciao Maria, la velocità non deve essere una tua preoccupazione: devi suonare bene, con un gesto naturale e un bel suono. Puoi provare ad accelerare ma poco alla volta, e se non ci riesci continua a suonare lentamente (ma bene).

  • Martiradonna Michele ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo con te, d’altronde un vecchio detto dice chi va piano va sano e lontano, per dire che se si vuol costruire qualcosa devi farlo con calma e con molta oculatezza.

  • federico ha detto:

    Ciao Leo!, come stai?, ti confesso che a me non piace studiare molto lentamente, io studio lentamente quando ne
    ho proprio la necessità. Se devo fare tecnica studio prima lentamente e poi aumento la velocità, quando suono swing amo aumentare la velocità. Insomma secondo me dipende dal contesto.

    • leoravera ha detto:

      Ciao Federico, per studiare swing non abbiamo bisogno di un tempo giusto, ma è uno studio stilistico e non tecnico. Però se affronti pezzi jazz difficili, rallentare molto è utile. Io ad esempio ho studiato molto Giant Steps ad un tempo rallentato, come esercizio di improvvisazione. A presto

  • domenico ha detto:

    ciao suono lentamente quando devo memorizzare 1 motivo oppure 1 scala e via cosi , pero non vedo l’ora di apprendere x metterlo in pratica piu presto possibile. questo mi soddisfa e mi incita ad andare avanti e non scoraggiarmi, perche a volte capita .

    • leoravera ha detto:

      Ciao Domenico, non devi scoraggiarti mai: se una cosa non ti riesce, vuol dire che la stai affrontando nel modo sbagliato, oppure che è ancora troppo difficile per te. Avanti tutta!

  • Vito ha detto:

    Sono pienamente d’accordo. Io sono un neofita della tromba e quando un passaggio più complicato prima lo faccio lentamente facendo attenzione ad ogni nota dopo averlo ben appreso riesco ad an andare con un tempo sempre più veloce. Spesso scompongo i passaggi per poi ricomporre il tutto. Grazie per i tuoi consigli.

    • leoravera ha detto:

      Mi raccomando, anche quando il pezzo/esercizio comincia a venirti bene, ogni tanto suonalo lentamente. Oltre allo studio per imparare, c’è anche uno studio per mantenere e non perdere quello che hai imparato. Ciao, a presto

  • Miry ha detto:

    Quando inizio a studiare un esercizio
    suono lentamente ma poi mi prende la frenesia e suono veloce ma inciampo cosi’ per imparare una battuta la devo suonare lentamente specie adesso con gli arpeggi. Poi la suono a metronomo a 70 e mi accorgo che qui devo per forza controllarmi. E’ utile il metronomo!!!!

  • Valter ha detto:

    Sono d’accordo sul fatto che studiare lentamente sia produttivo. Io studio lentamente come primo approccio per la lettura di un nuovo brano, oppure per analizzare la progressione armonica per improvvisare. Lo studio armonico per me che suono il sax baritono è molto importante.Saluti Valter baritono

    • leoravera ha detto:

      Spesso chi studia uno strumento a fiato trascura l’armonia dei brani, tu fai molto bene a non farlo perché solo così puoi avere una conoscenza approfondita di un brano. Ciao Valter, grazie del saluto.

  • Giuseppe Ardito ha detto:

    Ciao Leo! Sono molto d’accordo con te. Io suono chitarra.
    Studiare lentamente permette di visualizzare meglio cosa si sta facendo. A me piace studiare diverse cose in questo periodo, dal voicing di accordi più complessi, alle scale armoniche e minori melodiche. La cosa più difficile credo che sia trasportare queste cose e renderle familiari nel nostro modo di suonare oppure usarle per improvvisare. Se lo studio rimane fine a se stesso temo che, col tempo, possa farci perdere l’interesse.
    Per il resto, ripeto, sono d’accordo con te.

    • leoravera ha detto:

      Per trasportare accordi e voicing in tutte le tonalità ci vuole un po’ di pazienza, è vero, ma è l’unico modo per dominare e possedere davvero quello che stiamo studiando. Buon lavoro, ciao

  • Mario Teodoro Pizzorno ha detto:

    Prima lentamente, poi pian piano alla giusta velocità. Ciao io sono un chitarrista, ma ti seguo sempre volentieri. Teo.

  • Nicola Boschetti ha detto:

    Ciao Leo, d’accordissimo con quello che hai detto/scritto… suonare lentamente a volte può anche soddisfare lo studio, in quanto – eseguendo velocemente dei passaggi che “non vengono bene” – si rischia di demoralizzarsi… invece pian pianino tali passaggi possono risultare più agevoli. E poi… chi va piano va lontano! Un caro saluto 🙂

    • leoravera ha detto:

      Grazie Nicola. L’ unione fa la forza, chissà che i miei allievi non si convincano, visto che altri maestri di musica come te la pensano allo stesso modo! Ciao a presto

  • Gianfranco Benedetti ha detto:

    “Armonia”, per me il significato della parola non è solo riferito alla musica ma abbraccia tutti i campi della nostra vita, qualsiasi cosa si faccia o si muove deve essere sempre eseguita in modo armonico, ancor più nello studio musicale questo concetto aiuta la sua applicazione, quindi lento o svelto, calante o crescente, forte o piano, ma sempre naturalmente e amorevolmente in “Armonia”. by Gianfranco Benedetti.

    • leoravera ha detto:

      Ciao Gianfranco. Mi sento di condividere il tuo pensiero, anche se trovare armonia nella vita forse è ancora più difficile che trovarla nella musica. Un saluto, a presto

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