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Pianoforte digitale, guida all’acquisto

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Con l’amico Michele Stefanini, spesso ci troviamo a parlare di un pianoforte digitale che abbiamo avuto modo di provare. Abbiamo deciso di raccontare la nostra esperienza in una guida all’acquisto nella quale spiegare i nostri criteri di giudizio ed il nostro metro di valutazione. Ed anche di dare qualche consiglio pratico, forti di un discreto bagaglio di esperienza e di disavventure: con un pianoforte digitale abbiamo preso acqua, fulmini, abbiamo raggiunto luoghi impervi ed improbabili. Abbiamo smontato mille strumenti (quasi mai riuscendo a rimetterli insieme). Quindi di noi potete fidarvi…

La guida all’acquisto di un pianoforte digitale

La scelta di un pianoforte digitale può essere complicata, tanto per un principiante che inizia a suonare e non ha l’esperienza per valutare uno strumento, quanto per un professionista che si trova combattuto tra diverse esigenze e tanti modelli, ciascuno con i suoi pregi e difetti.

La guida prende in considerazione solo i pianoforti digitali “da palco”, ovvero quelli che non hanno alcun mobile e che si propongono di essere trasportabili. Consigliamo l’acquisto di uno strumento da palco anche a chi non intende spostarlo da casa, in quanto sono superiori in robustezza e nella qualità della tastiera e dei suoni, essendo destinati a musicisti professionisti. Giudicheremo gli strumenti sotto i seguenti punti di vista:

  • Meccanica
  • Prima accensione
  • Suoni
  • Trasportabilità
  • Aspetto
  • Funzioni aggiuntive
  • Facilità d’uso
  • Rapporto qualità-prezzo

Cominciamo a vedere i singoli aspetti della nostra guida, partendo con la meccanica.

La meccanica

Ci riferiamo alla tastiera, a come i tasti scorrono sotto le dita. La meccanica di uno strumento di qualità deve essere per quanto possibile vicina a quella del pianoforte acustico, deve essere robusta e ferma (i tasti non devono oscillare orizzontalmente) ed opporre una certa resistenza alla pressione. La risalita del tasto deve essere veloce e morbida, alcuni strumenti sembrano invece spingere via il dito, come per effetto di una molla, dando una sensazione sgradevole ed innaturale.

Una buona tastiera non è troppo rumorosa ed è graduata, ovvero i tasti nel registro grave hanno un maggior peso che nel registro acuto (come in un pianoforte acustico). Per provare la meccanica di uno strumento, suggeriamo di provarlo a lungo da spento, per concentrarsi sulla sensazione fisica della mano. In questa guida consideriamo solo strumenti con tastiera pesata, ovvero dedicati ad un uso pianistico, e non tastiere semi-pesate o sintetizzatori.

Prima accensione

Valutiamo lo strumento Out of the box, ovvero appena acquistato e tolto dalla scatola. Ci riferiamo quindi al timbro predefinito di pianoforte acustico, così come esce senza nessuna modifica come impostato dalla fabbrica. Valutiamo la prima sensazione, la piacevolezza dell’approccio iniziale allo strumento, che giudichiamo per la sua “suonabilità” di partenza.

Ognuno ha i propri gusti e poter personalizzare il suono è certamente importante, ma uno strumento di qualità deve suonare bene subito, se ci sono difetti che ci colpiscono immediatamente come bassi troppo invadenti, uno stacco timbrico tra i diversi registri, una reazione al tocco non equilibrata, ebbene è difficile che intervenendo sui parametri regolabili noi riusciamo a risolvere questi problemi. E’ ragionevole pensare che gli ingegneri che hanno lavorato per mesi alla ricerca di un set-up ottimale siano infatti più capaci di noi. Se invece il timbro ci appare magari un po’ troppo chiaro o scuro, oppure il preset di partenza ha eccessivo riverbero, potremo certamente correggere questi dettagli (su quasi tutti gli strumenti).

I suoni del pianoforte digitale

Spesso il suono è ciò che ci fa innamorare di uno strumento, eppure con il passare del tempo anche il suono più bello diventa meno gradito ed a volte persino insopportabile. Il suono di un pianoforte digitale non ha infatti la naturalezza e la varietà di un piano acustico, e con il tempo è facile che venga a noia. Analizziamo qua i timbri più importanti: principalmente i pianoforti acustici ed elettrici, secondariamente archi, pads, organi ed altro (se presente).

L’ascolto dei timbri andrebbe fatto in alcune situazioni diverse:

  • In cuffia
  • Con lo strumento amplificato da una sola cassa (come accadrà presumibilmente per uso domestico oppure durante una prova di gruppo)
  • Con lo strumento amplificato dal vivo, ed ascoltato in una situazione di performance live (se siamo noi a suonare dal vivo, meglio ancora). Certi strumenti suonano benissimo da soli ma tendono a sparire quando suonano in gruppo.
  • Dai diffusori montati sullo stesso pianoforte (per i modelli che ne sono dotati)

Spesso non è possibile procedere ad un ascolto così attento e vario, è per lo meno consigliato non limitarsi all’ascolto in cuffia, perché è spesso ingannevole, anche per l’incidenza della qualità della cuffia stessa. Se possibile, utilizzate lo stesso paio di cuffie quando provate strumenti diversi. In un negozio di musica quando si provano più strumenti è normale portarsi dietro lo stesso paio di cuffie ma non si sa mai… un commerciante davvero scaltro potrebbe piazzare un’ottima cuffia su un pessimo strumento.

La trasportabilità

La trasportabilità di un pianoforte digitale dipende dal peso e dall’ingombro, ma anche dalla forma dello strumento. Manopole e controller che sporgono sono ad esempio fastidiosi, in quanto rischiano di rompersi durante il trasporto. Nelle valutazioni sull’ingombro bisogna considerare anche la presenza o meno di un alimentatore esterno, le sue dimensioni e peso.

Le valutazioni su peso ed ingombro non possono essere fatte in modo astratto, spesso una meccanica di alta qualità comporta un peso maggiore. Ciascuno strumento deve essere valutato per ciò che effettivamente offre. Se le meccaniche di maggiore qualità hanno sempre un certo peso ed ingombro, non è vero il contrario: ci sono strumenti pesanti ed ingombranti che tuttavia montano meccaniche scadenti.

Sulla trasportabilità siamo spesso chiamati ad un compromesso, e la scelta non è facile. Ovviamente dobbiamo considerare tanti aspetti soggettivi e variabili: dobbiamo fare quattro piani di scale a piedi con lo strumento quando torniamo a casa dopo una serata? Oppure abbiamo un posto auto sicuro e possiamo lasciare il pianoforte in auto fino al mattino dopo? Anche i fortunati che non abitano in un grattacielo privo di ascensore devono considerare che uno strumento più maneggevole può essere fondamentale in alcune situazioni.

Può capitare di suonare in zone a traffico limitato, o durante una fiera o festa di piazza. In tali circostanze può essere decisivo avere la possibilità di portare al palco lo strumento usando un semplice carrello (ce ne sono di pieghevoli, da tenere a bordo dell’auto) invece di dover necessariamente avvicinare l’auto al palco per scaricare. A volte si possono risparmiare ore di attesa, multe, sequestri dell’auto, rapimenti da parte degli alieni e pioggia di meteoriti. Tutto questo solo per qualche chilo di di differenza sul peso dello strumento che ci ha fatto decidere di avvicinare l’auto, poco prudentemente.

 

Michele Stefanini scrive la guida all'acquisto di un pianoforte digitale
Michele Stefanini

L’aspetto

C’è chi apprezza un pianoforte digitale display luminoso luci e manopole, e chi preferisce uno strumento sobrio e poco appariscente. Le valutazioni estetiche su uno strumento sono evidentemente soggettive… ALT! No non, è vero! Per un musicista professionista è preferibile la sobrietà, in alcuni ambienti una tastiera molto colorata e piena di luci può non essere del tutto opportuna.

Può capitare di suonare su un palco buio, magari accompagnando un attore che recita dei testi, avvolto dalle tenebre, con una debole luce che gli illumina il volto, tenendo gli spettatori avvinti e rapiti dalla scintilla dei suoi occhi intensi… peccato che pochi metri dietro ci sia parcheggiato l’ultimo modello di astronave Enterprise, con i motori a curvatura ed i siluri fotonici inseriti: è la vostra tastiera, ultimo modello di cafoneria musicale. Se comunque vi piacciono molte luci colorate, non disperate: potrete sempre suonare coperti da un lenzuolo nero. E trovare un buon ingaggio come albero di Natale sonoro.

Funzioni aggiuntive

Un pianoforte digitale è sempre più spesso equipaggiato di numerose funzioni aggiuntive. Alcuni strumenti sono pensati per funzionare anche come master keyboard, e controllare diversi suoni in contemporanea tanto per il lavoro in studio di registrazione, quanto per le performance live. Alcuni strumenti hanno il metronomo o veri e propri ritmi, altri consentono di registrare un brano direttamente su file audio, di riprodurlo, oppure di collegare un microfono esterno o un’altra fonte sonora.

Tuttavia, i tasti che presumibilmente userete di più sono gli ottantotto tasti del pianoforte. Qualunque funzione avanzatissima sarà superata nel prossimo modello. Una cosa che non dovrebbe più mancare su nessuno strumento è il collegamento USB, che consente di lavorare con un computer senza utilizzare le obsolete prese MIDI.

Facilità d’uso

Anche la facilità d’uso è un criterio che non può essere considerato in modo isolato. Uno strumento che offre solo un suono di piano e nient’altro sarà certamente più semplice da usare di uno dotato di numerose funzioni di master keyboard, suoni aggiuntivi, metronomo ecc.

Quanto più numerose sono le funzioni presenti, tanto maggiore la necessità di valutare l’architettura impiegata per il loro utilizzo. Per un professionista è consigliato uno strumento che consenta comunque un uso basico intuitivo, in quanto ci potrà capitare di condividere lo strumento con altri, e dover risalire sul palco per spiegare ad un collega come passare da un suono ad un altro è cosa molto fastidiosa per il nostro collega ma ancor più per noi stessi, che avevamo approfittato della pausa per fiondarci al bar dove avevamo visto qualcuno di interessante su cui esercitare il nostro fascino di musicisti (ma quale?!).

Rapporto qualità prezzo

Valuteremo qui il prezzo medio dello strumento al momento in cui compiliamo la scheda. I prezzi variano molto, da negozio a negozio e soprattutto al momento dell’uscita di nuovi strumenti della stessa casa produttrice. Lo strumento per un musicista diventa quasi una sorta di protesi, e verrà un momento in cui sarete pronti a tutto pur di acquistarne uno. Avete già impegnato i gioielli della nonna, rinunciato alle vacanze, venduto la playstation di vostro figlio mentre era a scuola? Per quanto amiate lo strumento che avete appena acquistato, prima o poi vi stuferà, nessun pianoforte digitale può avere la naturalezza di un bel piano acustico. Quindi  acquistate con prudenza, e possibilmente sempre dopo la seconda prova!

Giudizio sintetico

Nelle schede di valutazione dei singoli strumenti, a corredo di questa guida, oltre ad assegnare dei voti numerici alle varie voci fin qui elencate (meccanica, prima accensione, suoni, trasportabilità, aspetto, funzioni aggiuntive, facilità d’uso, rapporto qualità-prezzo) scriveremo le nostre considerazioni, cosa ci ha colpito e le caratteristiche più importanti di ciascuno strumento.

Se con qualche strumento siamo troppo generosi, o troppo severi, perdonateci: li abbiamo amati tutti, comunque sia.

Leo Ravera e Michele Stefanini

 

    • Ciao, ho messo le mani per qualche minuto su un Dexibell qualche mese fa, senza avere il tempo di una vera a propria prova. Per questo motivo non ricordo neppure di preciso il modello, ma penso che fosse uno strumento della nuova linea di cui si parla tanto. Alla prima occasione sarà certamente uno dei modelli che proverò con attenzione. Per il momento rilevo che, dato che Nord ha abbandonato la linea a 73 tasti (il nord piano 3 esiste solo nella versione 88 tasti), Dexibell al momento è l’unica casa ad offrire una tastiera pesata a 73 tasti di qualità superiore ed ingombri ridotti. Roland infatti ha la brutta abitudine di fare pianoforti digitali a 73 tasti, salvo poi mettere di fianco uno spazio con slider o controlli, vanificando il risparmio di spazio. Tu hai provato il Dexibell? Cosa ne pensi?

  • Ciao,sono la signora Roberta.Studio pianoforte da poco e vorrei comprare un pianoforte digitale.Avevo in casa un Arius Yamaha 142 ydp.Ora però voglio un suono che si avvicini il più possibile al piano acustico.Sono indecisa tra Yamaha P255 ,che so è simile al clavinova e Yamaha mox f8.Quest’ultimo ha,ho letto ,un ottimo suono piano,ma è adatto a chi suona sui palchi… Io suono solo in casa,non mi servono tante funzioni.,ma voglio un suono ,ripeto,simile a quello acustico.Cosa mi consigli?

    • Ciao Roberta. Direi che lo Yamaha mox f8 non fa per te, è uno strumento con un sacco di suoni e funzioni e non propriamente un pianoforte digitale. Non ho provato lo Yamaha Arius che hai già, quindi non so dirti se passare ad uno Yamaha P255 sarebbe un cambio di categoria notevole o tutto sommato modesto, è quindi difficile darti dei consigli. Di sicuro non lo acquistare senza averlo prima provato, è molto importante.
      Se, come mi sembra, hai un budget non proprio modesto, forse puoi considerare anche un Kawai MP9. E’ uno strumento dalla meccanica spettacolare, però ha due grossi difetti: è pesante (circa 40 Kg) ed il suono non a tutti piace. Anche in questo caso dovresti provarlo. Anche gli strumenti Yamaha della serie CP (CP1, CP4, CP5) andrebbero provati , forse ti piacerebbero e secondo me sono migliori del P255. Sia il Kawai MP9 che gli Yamaha serie CP non sono amplificati, quindi dovresti poi usarli in cuffia o aggiungere un sistema di amplificazione esterno, la qual cosa per studiare in casa è una vera seccatura.

      VIsto che hai giò un piano digitale, e neanche pessimo, penso che dovresti prendere un pianoforte acustico. Un buon verticale non costa più di un Kawai mp11 o di uno Yamaha CP1, e ne avresti immensa soddisfazione.

      In bocca al lupo, ciao Roberta

      • Grazie per la tua risposta Leo e crepi il lupo!Aggiungo solo che l’Arius non ha un suono che mi piace.Lo Yamaha p255 l’ho sentito in youtube e mi piace.Sul verticale acustico non saprei…si dovrebbe accordare spesso,credo.Ok grazie

  • Salve,sono William, mi inserisco in questi ultimi commenti della signora Roberta perché io ho venduto da poco un pianoforte verticale perché era troppo costoso da accordare quasi ogni anno.Ed ora sto puntando proprio sulla tastiera P255,l’ho sentito da un amico e mi è piaciuto tanto!Leo vorrei sapere da cosa pensa del P255 a proposito del suo suono simile al piano acustico.Davvero è simile al clavinova?E perché sulle caratteristiche della tastiera ,sul sito Yamaha, è scritto che il numero dei tasti è stato ridotto?Quali tasti? Quelli funzionali immagino.Grazie

    • Ciao William, il P255 ha 88 tasti come un pianoforte acustico, se hanno ridotto il numero dei tasti, deve essere quello dei controlli! Per quanto riguarda il suono, molti strumenti oggi hanno ottimi suoni, la tecnologia è avanzata ed i campioni sono sempre più grandi e migliori. Tuttavia quello che rimane sempre estremamente soggettiva è la risposta della tastiera sotto le nostre mani. Alcuni strumenti hanno suoni splendidi, all’ascolto, ma quando ci mettiamo le mani rispondono in modo che ci può piacere oppure no.
      In bocca al lupo per la scelta dello strumento, e soprattutto per quello che ne farai

  • ciao Leo devo acquistare un pianoforte digitale per mia figlia che iniziera la prima media ed avra una sezione musicale speciale in quanto sono stati scelti studenti per ore aggiuntive su uno strumento sia individuali che collettive
    mia figlia suonera il piano, ma è alle prime armi, mi avrebbero consigliato un yamaha digitale base ma completo per poter riprodurre il suono al meglio
    cosa mi consigli?
    premetto che la scuola fornisce le tastiere per lo studio a scuola ma a casa ognuno fa per se
    grazie Valeria

    • Ciao Valeria, uno Yamaha va bene sicuramente. Ti consiglio quelli senza mobile, devi comprare a parte un reggitastiera (suggerisco quelli con 4 piedi, non quelli ad X che sono meno stabili) ma risparmi sicuramente ed avrai uno strumento più maneggevole, che all’occorrenza puoi mettere dentro una borsa e in un armadio. Ciao

  • Ciao, volevo un consiglio riguardante Orla Stage Starter per un ragazzino di prima media.
    Ho citato questa solo perché rientra nel budget che abbiamo stabilito (400 euro).
    Confidiamo in lei.
    Grazie.

    • Buon giorno Emanuele. Non ho provato il pianoforte in questione, per cui non so darle un parere. Forse con 400 euro può prendere un pianoforte digitale economico della Yamaha, tipo il p45. Se può fare provare entrambi gli strumenti di questa fascia al maestro di piano del ragazzo, potrà avere un parare in più. Sconsiglio gli strumenti economici della Casio, ho avuto pessime esperienze. Un cordiale saluto

  • Buongiorno Leo. Sono in procinto di acquistare un pianoforte digitale per mio figlio che ha appena iniziato a studiare lo strumento alla scuola civica. Al momento non mi è stato consigliato uno specifico modello quindi sto cercando di destreggiarmi tra caratteristiche e qualità dello strumento ma solo a livello teorico poiché io purtroppo non suono. Vorrei un prodotto buono ma con un costo contenuto, considerando che mio figlio sta iniziando ora. due i modelli che mi hanno colpito: Yamaha YDP143 e KURZWEIL m210. Quale dei due potrebbe essere meglio nel mio caso? C’è qualcosa di più economico senza perdere troppo in qualità del suono (che vorrei fosse il più simile possibile a quello del pianoforte acustico, effetti vari contano meno)? Problemi di assistenza o si trova facilmente? Cosa mi consigli? Grazie mille. Stefania.

  • Buongiorno Leo,
    I miei figli (9 e 6 anni) stanno prendendo lezioni di piano (il piccolo ha appena iniziato, il grande da circa un anno). A scuola usano un coda, e si esercitano a casa della nonna con un verticale discreto. Mi piacerebbe acquistare un verticale Yamaha che ho visto di recente, però in casa nostra non potrebbe entrare per difficoltà di accesso all’unico ambiente nel quale potrebbe essere collocato. Per consentire loro un esercizio costante, l’unica soluzione è (purtroppo) uno strumento digitale. Considerando che i loro insegnanti (comprensibilmente) aborriscono tale decisione e quindi non mi supportano nella scelta, potresti indicarmi se esiste un modello didatticamente ottimo?
    Grazie e auguri di buon anno.
    Federico

    • Ciao Federico, non capisco perchè i tuoi insegnanti siano così rigidi. Purtroppo non esistono pianoforti digitali che paragonabili a strumenti acustici, su questo non c’è dubbio. Tuttavia un buon digitale va più che bene specialmente per i primi anni di studio, se poi i tuoi figli si appassionano veramente magari potrai trovare una soluzione per mettere in casa un pianoforte acustico. Oppure continueranno a studiare dalla nonna. Per quanto riguarda la scelta dello strumento, se puoi spendere ti consiglio il Kawai MP11, un digitale che monta però una tastiera in legno. Essendo uno strumento professionale non ha l’amplificazione integrata quindi devi acquistare anche due casse monitor, può essere una seccatura avere poi tutti i cavi relativi, tre cavi di alimentazione più i jack audio. Vista l’età dei tuoi figli, credo che potresti anche prendere un modello inferiore, sotto i mille euro, con amplificazione integrata. Sempre un Kawai, oppure uno Yamaha, di fascia media, mi sembrano una scelta più ragionevole.
      In bocca al lupo per gli studi dei tuoi figli

      • Ti ringrazio. In effetti preferirei un modello con mobile e casse integrate, tipo Clavinova o Kawai serie CA. Da quanto ho visto in rete, mi sembra che Kawai sia più economico a parità di caratteristiche… in ogni caso, mi “immergo” nei cataloghi e nel caso ti chiederò un parere per la scelta finale.
        A presto.

  • Post … sublime! Penso che d’ora in poi terrò d’occhio il tuo sito. Grazie.
    (sono una maestra e sto per acquistare un pianoforte digitale)

  • Salve, volevo sapere se può consigliarmi sull’acquisto di un pianoforte digitale. Le spiego brevemente le mie esigenze. In passato ho studiato, privatamente, per qualche anno, il pianoforte classico, arrivando a un livello tale da permettermi di suonare pezzi facili dei grandi compositori del passato (qualche preludio e fuga di Bach non troppo complicati, la sonata facile di Mozart etc.). Comprai un pianoforte classico economico per iniziare e su quello ho studiato e mi sono divertito a suonare i miei primi pezzi. Poi, per motivi di salute e altro, ho abbandonato completamente lo studio di questo bellissimo strumento perdendo tutto quello che, faticosamente, avevo imparato (alla mia età, 63 anni, non è facile ricominciare!). Ho deciso, quindi, di riprendere e di comprare un pianoforte digitale. Questo per svariati motivi: il prezzo innanzitutto, la possibilità di suonare a tutte le ore senza disturbare, con le cuffie, la possibilità di spostare lo strumento senza problemi da una stanza all’altra. I vantaggi sono veramente tanti. Passiamo a quello che vorrei adesso. Vorrei un pianoforte con tasti il più possibile simili a quelli degli strumenti classici (legno e avorio magari, anche se quest’ultimo finto), sensibili e silenziosi, la possibilità, nei limiti del possibile, di eseguire un pianissimo e magari un fortissimo (avere insomma una buona estensione dal piano al forte), avere la possibilità di registrare e di visualizzare spartiti con qualche app. per potermi esercitare. Avere il mobile come un pianoforte verticale, i tre pedali classici e una buona potenza delle casse. C’è la possibilità di acquistare con finanziamento oggi giorno e questo mi permetterebbe di arriva a una cifra di 1500/2000 euro. Ho letto del Roland, che offre buone prestazioni, ma anche di altre marche. Secondo lei è possibile avere tutto questo al prezzo indicato? Può darmi un consiglio? Grazie. Vincenzo Vitiello.

    • Vincenzo buongiorno. In linea di massima non consiglio gli strumenti col mobile, ho sempre la sensazione che siano peggiori degli “stage piano”. Questi ultimi sono destinati a pianisti esperti, che fanno concerti. Gli strumenti digitali col mobile sono perlopiù rivolti ad un pubblico di principianti.
      Con 1500/2000 euro può prendere senz’altro un ottimo strumento. Le consiglio Kawaii o Yamaha, ma anche Roland non sono affatto male. Cordiali saluti