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Pianoforte

Due percorsi di studio alternativi per pianoforte classico e piano jazz

Il pianoforte è uno strumento davvero affascinante, dai suoi ottantotto tasti possono uscire musiche molto diverse. Sul piano possiamo suonare una fuga di Bach, un notturno di Chopin, così come un blues o un’improvvisazione jazz. Per raggiungere questi diversi obiettivi, il percorso di studio non è lo stesso. Ecco dunque due piani di studio alternativi, per studiare il pianoforte classico o il piano jazz.

Il primo anno di studio

Indipendentemente dalla musica che vuoi suonare, il primo anno di studio non sarà molto diverso. Per suonare il pianoforte è indispensabile imparare a leggere lo spartito.

Spesso mi viene chiesto perché è tanto importante imparare a leggere lo spartito, anche per suonare le canzoni o la musica jazz.

La risposta è molto semplice: senza leggere lo spartito, è praticamente impossibile migliorare l’indipendenza delle mani. Per suonare la musica jazz, ad esempio, è necessaria una grandissima indipendenza delle mani. Per ottenere questa indipendenza, la lettura è uno strumento fondamentale.

Dunque, per i primi mesi di studio è indispensabile scegliere un buon libro di esercizi che ti permetta di migliorare nella lettura del doppio pentagramma. Il metodo che suggerisco ai miei allievi è Beyer op.101, un libro completo e molto efficace.

Verso la fine del primo anno, i due percorsi cominciano a separarsi. Vediamo in che modo.

Secondo anno di studio: pianoforte classico

Nel secondo anno di studio, se il tuo obiettivo è suonare la musica classica dovrai continuare a migliorare nella lettura, iniziare a lavorare più seriamente sulla tecnica e cominciare ad esplorare il repertorio vero e proprio.

Per tecnica e lettura, consiglio lo studio dell’opera 176 di Duvernoy, oppure il primo volume di Mikromosmos. Può essere utile anche iniziare a lavorare su Hanon, un grande classico per esercitare le dita.

Tuttavia, se studi prevalentemente da autodidatta ti sconsiglio di suonare Hanon, perché rischi di farlo in modo sbagliato e quindi di consolidare dei difetti, invece che migliorare.

Se vuoi suonare il repertorio classico, in generale ti consiglio di farti seguire da un maestro di musica, perché lavorare da soli significa perdere un sacco di tempo e acquisire dei difetti di postura.

Durante il secondo anno di studio potrai iniziare a suonare brani dei grandi autori classici: pezzi facili di Bach, brani tratti dall’album della gioventù di Schumann e molto altro. Anche in questo, il tuo maestro saprà consigliarti.

Secondo anno di studio: pianoforte moderno / jazz

Se il tuo obiettivo è suonare la musica moderna, giunto al secondo anno dovrai iniziare a studiare gli accordi e le prime semplici canzoni. Lo studio degli accordi deve essere fatto in modo ordinato e preciso, se impari due o tre accordi e inizi a suonare con quelli, probabilmente ti fermerai lì e non farai altri progressi.

Per prima cosa studia gli accordi di triade maggiore e minore, i rivolti degli accordi, l’armonizzazione della scala e le cadenze. Su questo sito c’è un corso di armonia dedicato a questi argomenti.

Nel pianoforte moderno lo spartito è meno importante, tuttavia per sostituirlo servono conoscenze di armonia. Per suonare qualche semplice brano non è necessario diventare uno scienziato. Devi conoscere però almeno i concetti base dell’armonia funzionale, ed imparare ad usare gli accordi.

Ti consiglio di non abbandonare del tutto gli studi più tradizionali, ma di lavorare ancora sulla tecnica e sulla lettura. L’opera 176 di Duvernoy può essere un buon compromesso perché contiene esercizi tecnici ma anche semplici brani, è un metodo abbastanza completo.

pianoforte-classico-o-piano-jazz

Terzo anno e oltre

Qualunque sia il tuo obiettivo finale, non ti consiglio di studiare in modo troppo settoriale. Ovvero, anche se ami la musica classica, studiare un po’ di armonia ti servirà per capire meglio quello che studi. Allo stesso tempo, anche se vuoi suonare il repertorio moderno, imparare qualche pagina di Bach e Mozart ti aiuterà a sviluppare tecnica e lettura.

Procedo però con il proposito di questo articolo: indicare due percorsi di studio alternativi. Cominciamo con il pianoforte classico.

Terzo anno – pianoforte classico

Nel terzo anno di studio potrai suonare un sacco di musica affascinante. Ad esempio, le sonatine di Clementi, le prime pagine di Ciaikovsky, brani di Bach più complessi come le invenzioni a due voci.

Per quanto riguarda la tecnica, appena avrai finito Duvernoy op.176 potrai iniziare l’opera 299 di Czerny, un libro di studi tecnici molto divertenti e impegnativi. Dovrai lavorare con cura sulla tecnica delle scale, ed iniziare a studiare anche gli arpeggi. Se hai studiato su un pianoforte digitale, probabilmente comincerai ad avvertire l’esigenza di avere un pianoforte acustico sotto le mani.

Qualunque sia il repertorio che preferisci, ti consiglio di non trascurare questi tre aspetti:

  • la tecnica (usando libri di studi, come Czerny op.299 e Hanon)
  • la musica di Bach. Che ti piaccia o meno, è la musica che ti fa crescere di più sul terreno dell’indipendenza delle mani, perché Bach concepisce ogni mano come uno strumento separato
  • Il repertorio più moderno. Qua puoi seguire le tue inclinazioni e gusti: Mozart, Beethoven, Chopin, Schumann e molti altri autori, c’è un sacco di musica tra la quale scegliere

3° anno

Czerny op.299
Invenzioni a due voci di Bach
Pezzi di Mozart, Clementi o altri autori

Terzo anno – pianoforte jazz

Se hai imparato bene gli accordi di triade e come si usano, il terzo anno è il momento giusto per imparare gli accordi di settima e le prime tecniche elementari di piano jazz, ad esempio l’armonizzazione della melodia.

Se vuoi imparare ad improvvisare, oltre che accompagnare qualche canzone, non trascurare di migliorare la tecnica. Inoltre, dovresti lavorare molto anche sull’orecchio musicale, fondamentale per imparare ad improvvisare.

Per studiare la musica moderna devi comunque migliorare nella tua capacità tecnica e di lettura, ma anche approfondire meglio l’armonia, in particolare imparare bene gli accordi di settima.

Ricordati inoltre che studiare e suonare non sono esattamente la stessa cosa. Suonare ogni giorno le stesse canzoni non ti farà crescere, dovrai quindi cercare di impostare un piano di studi serio e ordinato, per continuare a migliorare.

Conclusioni: scegliere non è obbligatorio

Se vuoi trarre il massimo piacere dallo studio del pianoforte, scegliere non è obbligatorio, almeno durante i primi anni. Cerca di migliorare su più terreni, lettura e tecnica prima di tutto, ma anche di imparare almeno gli accordi di triade e di coltivare il tuo orecchio musicale. In questo modo, suonare sarà un piacere ancora più grande e potrai approfondire mano a mano diversi generi musicali ed autori.

Se ti serve aiuto per impostare un percorso di studio efficace, scrivimi quando vuoi. Sarò felice di darti qualche consiglio e suggerirti come proseguire nei tuoi studi. In bocca al lupo!

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