Note giuste e note sbagliate: una lotta che non finisce mai

Chi studia uno strumento musicale conduce una lotta senza tregua contro le note sbagliate, cercando di dominare una materia, la musica, che non si piega mai del tutto al nostro volere. La tecnica per suonare uno strumento è infatti lenta ad acquisirsi e veloce ad andarsene se smettiamo di studiare! Imparare a suonare significa anche imparare a gestire le note sbagliate, sapendo che sono parte del gioco.

Imparare a suonare richiede tempo e pazienza ma per quanto bravo diventi, non esiste un musicista che non sbagli mai. L'essere umano è imperfetto ed anche i più grandi concertisti commettono degli errori. Inoltre l'esecuzione di un brano musicale non è buona o cattiva in relazione al numero di note sbagliate, ci sono altri aspetti che sono ugualmente importanti: l'ispirazione, la cantabilità, la capacità di coinvolgere chi ascolta e comunicare emozioni.

un violinista suona le "note sbagliate"

L'eterna lotta del musicista con le "note sbagliate" in una vignetta di Valentina Veschi

Studiare uno strumento musicale: non pensare solo alle note sbagliate

Per chi studia uno strumento, la ricerca delle note giuste può essere persino fuorviante. Spesso ripeto ai miei allievi che è meglio suonare note sbagliate con un gesto corretto, piuttosto che note corrette con un gesto sbagliato.

Evidentemente l’orecchio è più gratificato dalle note giuste, ma se le suoniamo con uno sforzo esagerato e con tensioni dannose della mano o del braccio, le conseguenze possono essere molto negative. Viceversa, se impariamo a muovere le mani e le braccia in modo naturale e senza sforzo, le note corrette arriveranno poi di conseguenza.

Spesso accade che la causa di una o più note sbagliate sia infatti proprio nel gesto errato, magari un gesto che compiamo inconsapevolmente alcune misure prima del punto del brano in cui sbagliamo. Nel pianoforte, ad esempio, sbagliare una diteggiatura può avere conseguenze più avanti nel brano, ed intestardirsi a ripetere mille volte il punto in cui sbagliamo non ci sarà di alcun aiuto, se la causa dell'errore è a monte, più indietro.

Le note sbagliate ed il jazz

Mentre il musicista classico studia i brani nota per nota, cercando la perfezione pur sapendo che è inarrivabile, nella musica jazz è molto frequente suonare note sbagliate durante un assolo, in quanto è musica improvvisata.

Sebbene anche le tecniche per l'improvvisazione si possano studiare, un improvvisatore davvero ispirato dovrebbe sempre correre qualche rischio, cercando almeno in parte di seguire nuove strade, di spingersi al limite delle proprie capacità. Un assolo che fila liscio senza intoppi e senza rischi, sarà forse privo di note sbagliate ma molto probabilmente anche di fantasia.

Esistono numerose registrazioni di brani musicali che pur contenendo imperfezioni o veri e propri errori sono diventate celebri e sono considerate opere magistrali. A volte sbagliare qualche nota all'inizio di un brano innesca una reazione e porta a suonare ancora meglio quello che viene dopo, è ciò che accade nella sofferta interpretazione di Lover Man ad opera di Charlie Parker.

Stan Getz & Charlie Byrd - Jazz Samba

In "Desafinado" Charlie Byrd ed il suo gruppo si perdono a metà del giro

Altre volte un errore può indirizzare la musica in una direzione inattesa ed interessante. E' quello che accade ad esempio in una storica esecuzione di Desafinado del chitarrista Charlie Byrd. La band si perde a metà del giro, ma il pedale che ne risulta non è poi tanto male, ed i musicisti hanno deciso di pubblicare il pezzo malgrado l’errore.

Dizzy Gillespie era un musicista fantasioso e durante le sue improvvisazioni suonava di proposito alcune note sbagliate, cercando poi di riproporle nelle misure successive in contesti diversi, dimostrando così a posteriori che quella prima nota non era un errore bensì l'anticipazione di qualcosa che sarebbe venuto poi.

Il trombettista aveva un gran senso dell'umorismo e sapendo di non poter escludere del tutto l’eventualità di suonare note sbagliate, ne suonava qualcuna di proposito cercando poi di giustificarla.

Conclusioni: le note sbagliate non esistono

Per chi studia uno strumento musicale la ricerca delle note corrette è evidentemente parte del lavoro. Questa preoccupazione dovrebbe però essere limitata allo studio ed alla preparazione. Studiare in modo meticoloso e paziente è indispensabile, tuttavia quando arriva il momento dell’esecuzione in pubblico le singole note non sono più così importanti.

Chi ascolta un concerto è infatti concentrato sulla musica, non sulle singole note. A meno che non abbia in mano uno spartito o non conosca a memoria il brano, difficilmente un ascoltatore si accorgerà di un piccolo errore. Viceversa, se il musicista dopo aver sbagliato ha un moto di stizza, questo non passerà inosservato. Per questo chi suona deve imparare ad ignorare i piccoli errori che fanno parte di un concerto, rimanere concentrato sulla musica e sul brano intero, piuttosto che sulle singole parti che lo compongono.

Una buona esecuzione è qualcosa di diverso da una sequenza di note giuste o da una dimostrazione di bravura. Che siano giuste o sbagliate, quando suoniamo di fronte ad un pubblico dovremo cercare di suonare note sincere, che esprimano quello che abbiamo da dire. Sarà poi chi ci ascolta a giudicare se ci siamo riusciti oppure no, a prescindere dal numero di note giuste e note sbagliate.

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