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Note di Lunedì

Nat King Cole, Mona Lisa

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[Note di lunedì n.36] Nat King Cole era un formidabile pianista jazz, tuttavia ebbe successo maggiore come cantante. Brani come Mona Lisa, Smile ed Unforgettable lo resero popolare e lo portarono ad essere il primo afroamericano a condurre uno show televisivo.

Nel 1958 Nat Cole incise un intero album in lingua spagnola. Il contatto tra musica caraibica e jazz era tutt’altro che una novità, già Dizzy Gillespie ed altri boppers avevano suonato brani cubani.

Del resto, già dagli albori della storia del Jazz un’autorità come Jelly Roll Morton aveva affermato che non può esistere musica jazz senza una pizzico di “spanish tinge”.

Occasionalmente Nat King Cole cantò anche brani italiani, come Non dimenticar di Gino Redi. Anche se Mona Lisa non è un brano di origine italiana l’ispirazione mediterranea è chiara non solo nel titolo ma anche nella musica.

Il brano ha un’armonia molto semplice e lineare, la chitarra esegue il contrappunto al tema ed il contrabbasso non suona il classico walking bass ma note lunghe con l’arco.

In quegli anni il Mediterraneo visto dall’America era un’area indistinta dove Spagna, Italia e Grecia si confondevano nel suono della chitarra, nelle melodie spiegate e in una vena malinconica che in realtà era quella degli emigranti arrivati in America da quei paesi.

Questo prezioso video ci permette di vedere e ascoltare Nat King Cole in tutto il suo splendore: una bocca grandissima e sempre ben aperta come raccomandano gli insegnanti di canto, movenze e sguardo da gatto con due occhi asimmetrici e seducenti.

Al minuto 1’50” l’inquadratura passa sulle mani che eseguono la melodia armonizzata con block chords. Nat ha mani grandi e dita lunghe, accarezza la tastiera con gesto fluido e rilassato ottenendo così un suono legato ed elegante.

Nei pochi minuti della sua performance, Nat King Cole fornisce un’ottima lezione tanto per i cantanti quanto per i pianisti!

Arrivederci al prossimo lunedì

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