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musica etica

Musica ed Etica

Con il passare degli anni ha preso sempre maggior pressione nella mia esperienza la parentela, il possibile rapporto, un qualche nesso fra le Arti "estetiche" per vocazione con gli aspetti e i contenuti della morale e dell'etica 1.

Il nesso fra estetica ed etica è questione dibattuta nella storia a tratti con enfasi, in altre fasi trascurata. Nelle civiltà arcaiche, le arti musicali e le danze erano legate ai riti dell'esistenza; sempre dovevano aumentare il pathos nelle persone, elevare la sensibilità ed il sentimento, le emozioni 2. Lo spettatore soleva uscire dalla serata teatrale sentendosi interiormente migliorato. Nel corso del tempo le arti sono divenute un luogo sempre più separato dalla quotidianità, acquisendo al contempo l'egida di discipline molto specialistiche, con dignità financo da ateneo 3.

I socialisti utopisti4, poi Marx ed anche Freud, evidenziarono con approcci dissimili fra loro, i tratti della atrofizzazione e del degrado etico nella società moderna ed industrializzata, complice la arcinota alienazione di individui materialmente subalterni e l’ingigantimento disumanamente edonistico-plutocratico che avviliscono la persona abitante una società simile a quelle in cui stiamo faticosamente camminando. Con parole crude e lancinanti : “più che altro si vede una funzione consolatoria della musica” Miles Davis riferiva di una nebbiosa consapevolezza degli artisti di essere confinati a un compito deludente; ottimi studiosi, sì, creatori e affabulatori ad altissimo livello, ma inquietamente inariditi quanto a spirito di solidarietà civica, cosmopolitismo, compassione, desiderio di Giustizia 5.

Assistiamo ad un possibile ruolo della Musica e delle Arti in generale, di pacata rassegnazione quasi sempre non conscia, che conserva quasi intatto il carattere bello, edificante, di esperienza che nutre l'animo e lo sensibilizza. Qui è utile riferirci ad uno dei dualismi filosofici del pensiero antico, il quale a me pare istruttivo pur riportato al mondo odierno. Gli Epicurei sarebbero in equilibrio ed in buona sintonia con codesta coabitazione: nelle rughe, nelle crepe della società corrotta, gli animi sobri amano un Orto, un Patio dove rifuggire le brutture e raccogliere ciò che di benefico si riesca a creare ed a godere in vita. Gli Stoici no, avverserebbero con tutte le forze una simile concezione perché lo stoicismo mette al primo posto la priorità imperativa, il primato dell’etica nel segno di urgenza della Giustezza umana universalizzante. Essi vedrebbero di buon occhio musica ed arti solamente se alleate fedeli dello sforzo di riequilibrare a favore del Bene il bilancio dell'umanità6.

Due corrispondenze schematiche ma basilari possono essere: bellezza-correttezza, con bontà-giustezza; di contro: sensazioni estetiche degradanti-squilibrio, con malevolenza-ingiustizia. Ancora più schematico ma essenziale: musica-bene contro rumore-male7. Rammentiamo le locuzioni: “bella azione”, “bella persona”, “bell’esempio”, con le quali attribuiamo una legittima equivalenza espressiva fra “buono” e “bello”.

John Ruskin, a tardo ‘800, si impegnava a precisare: “un'arte, da sola può essere, al più, Abile, mentre se è accompagnata da animo buono è enormemente migliore” . Marcel Proust sottoscrisse inizialmente il reclamo di Ruskin, ma dovette ammettere che “una vita dedita a probità e giustizia non garantisce opere creative belle ed originali”. Albert Einstein a più riprese mise in guardia l’umanità: “quando la tecnica va come un treno veloce, e l’etica sta al palo, quella civiltà rischia grosso”. Bertold Brecht dichiarò: “Che tutta l’Arte serva ad aiutare l’arte più difficile, quella del Vivere”.

Penso che ammiriamo nella musica, come in varie avventure dello scibile umano, proprio i caratteri di edificazione del Bello, dell'Alto, del Profondo. Il coniugarsi del "bello" estetico con il "giusto" etico può avvenire come conquista, con un desiderio di sintesi in noi stessi, poiché il legame euristico, naturale fra questi elementi sarebbe, se lasciato incolto, a forte rischio di frattura8. Una mente affascinata dalle creazioni dei suoni e le emozioni vitali che esse muovono, in una mente così bellamente orientata, questi contenuti albergano in legame armonico, fraterno, lampante con la Giustezza etica. Ritengo che nell'edificio erigendo dell'avventura musicale ammiriamo questi aspetti meravigliosi.

Proporrei la seguente proposizione: la musica coi suoi bei suoni pretende di camminare a braccetto con la Giustizia.

Andrea Imparato

NOTE

 1 Essendo, direi, la morale relativa alla cultura e alla antropologia, spero saremo piuttosto del parere che la Etica ha un grado di astrazione e di generalità superiore alla prima, è tendenzialmente "universalizzante” .

2 Si vedano i riti tribali, e via via, fino alla tragedia greca finalizzata principalmente alla catarsi, intima ed intrisa di valori etici.

3 Non si trascuri comunque l'effetto favorevole allo scavo analitico ed architettonico che in linea di massima porta a "perfezionare" formalmente le Arti.

4 Vedi Owen, Fourier, Proudhon.

5 In molti casi, la buona fede è fuor di dubbio: talmente coinvolti, sinceramente motivati dalle loro forze creatrici, identificavano le mete, i traguardi delle loro Estetiche come aventi una adeguata valenza filantropica, per essi era impresa già grande adoprarsi per il Bello, da poter destituire di importanza il Fratello Spirituale: il progresso Etico. O lo si trascurava, o, nei casi migliori, si riteneva “automatica” la azione fattivamente filantropica dell’estetica artistica.

6 Rammento qui brevemente i tre passaggi essenziali del pensiero stoico: (a) la logica chiarisce la giustezza, e (b) induce l’individuo ad una abnegazione del “particolare” proprio, ai fini di (c) una azione, sorretta dalla etica, per il Bene.

7 Non consideriamo qui le creazioni musicali dotate di testo lirico, parole, narrazione, poiché esse sono ibride: con il massimo rispetto per la loro preziosa collaborazione, hanno come ausilio lo strumento poetico linguistico che compie delle scelte le quali orientano le suggestioni espressive e comunicative. Analogamente alla narrativa, una parte delle arti figurative, una parte della Poesia, teatro e cinematografia, possono adottare scelte che esplicitano orientamenti educativi, schiette indicazioni (pur nella fluida e relativa libertà dei fruitori). Consideriamo solo propriamente la musica dei suoni, la quale Pitagora nominava sorella della matematica e la quale Platone ammetteva nel quadrivio della sua Repubblica, come unica arte delle Muse.

8 Vuoi per le tensioni di ingigantimento dell’Ego, il desiderio di affermazione, di gratificazione sociale, le enormi concentrazioni di energia creativa che esauriscono la persona e non le lasciano più forze per vedere la scena panoramica.

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