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Musica tonale e musica modale: che differenza c’è

Qual è la differenza tra modale e tonale? Spesso analizzando gli standard jazz distinguiamo brani modali e tonali, lo stesso accade parlando di improvvisazione: esiste l’improvvisazione modale e l’improvvisazione tonale. Proviamo dunque a spiegare la differenza tra musica modale e musica tonale, facendo qualche esempio concreto.

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La modulazione in musica: cos’è, a cosa serve

La modulazione è un movimento di accordi tramite i quali un brano musicale si sposta da una tonalità all’altra. La modulazione viene impiegata molto spesso nel repertorio della musica classica, ma viene utilizzata anche nel repertorio jazz e pop.

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Cadenza perfetta, cadenza plagale e cadenza minore

Che cos’è una cadenza, in musica? In questa lezione scopriremo cosa sono e come si studiano le tre cadenze più importanti: cadenza perfetta, cadenza plagale e cadenza minore. Parleremo inoltre di uno speciale tipo di cadenza chiamato turn around.

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Le qualità del suono: come funziona il timbro.

Il timbro è quella qualità del suono che ci consente di individuare una fonte sonora e distinguerla da qualunque altra. A differenza di altezza e intensità, il timbro non è misurabile su una scala e per certi aspetti è anche difficile da spiegare, tanto che spesso si ricorre all’espressione “colore del suono” che è ancora più confusa ed astratta. Proviamo allora a capire meglio che cos’è il timbro e come funziona.

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Intensità e pentagramma: la dinamica

In una precedente lezione abbiamo visto che l’intensità di un suono o di un rumore dipende dall’ampiezza della vibrazione, la quale a sua volta dipende dalla forza con cui viene sollecitato il corpo che genera la vibrazione. Ad esempio,  se pizzico la corda di una chitarra con più o meno forza, la corda suona sempre la stessa nota ma la vibrazione del suono ha ampiezza e intensità diversa, in base alla forza con cui la corda è stata sollecitata.

Dal punto di vista scientifico l’intensità è misurabile in modo preciso, vediamo adesso cosa succede invece sul pentagramma, dove l’intensità non ha un valore assoluto ma relativo. Per questo motivo in musica non si parla di intensità del suono, ma di dinamica.

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Jim Grantham Jazzmaster Cookbook, recensione e guida allo studio

Il Jazzmaster Cookbook di Jim Grantham è un libro di teoria ed improvvisazione jazz, un manuale molto corposo ed ambizioso. In questa recensione spiego perché ne consiglio la lettura e lo studio, ma anche quali sono i limiti che possono portare un allievo principiante ad impantanarsi e complicarsi notevolmente la vita.

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Introduzione al jazz: cento brani per scoprire il jazz

Ho selezionato cento pezzi jazz indimenticabili che hanno fatto la storia di questa musica. Ho seguito lo sviluppo del jazz attraverso le principali epoche: le origini, gli anni ’30, le big band, le grandi voci, il bebop, cool jazz, hardbop & mainstream, le avanguardie, fino alle contaminazioni del jazz rock.

Per ciascun gruppo ho scelto interpreti e brani particolarmente importanti e significativi, in alcuni casi per l’influsso che hanno avuto sui musicisti contemporanei, in altri semplicemente per la capacità di rappresentare il periodo cui si riferiscono. Ovviamente una lista del genere è sempre arbitraria e parziale, vuole essere solo un’introduzione per chi non ha mai approfondito questo genere di musica, o magari fornire qualche consiglio di ascolto agli appassionati.

Jelly Roll Morton Hyena Stomp

100 brani per scoprire il jazz – parte 1, le origini

Com’era il jazz delle origini? Ecco alcuni brani all’origine della musica jazz. Il primo risale al 1917, mentre gli altri sono tutti brani degli anni ’20. In questo periodo in America erano molto diffusi i grammofoni e si sviluppò un discreto mercato discografico. I dischi potevano contenere musica per circa tre minuti, su ciascun lato, è questo il motivo per cui i brani durano circa tre minuti o poco più. I musicisti dovevano essere molto bravi, ripetere la registrazione era molto costoso per cui quando possibile si teneva la prima.

Il primo pezzo, Livery Stable Blues, deriva dagli spettacoli itineranti ed è piuttosto rudimentale. Solo una diecina di anni dopo, la musica di Louis Armstrong e Bix Beiderbecke è decisamente più sofisticata e ricca. Clicca sui link per approfondimenti sull’artista o la canzone. A fine articolo trovi la playlist di spotify, per ascoltare tutte le canzoni.

  • ODJB – Livery Stable Blues (1917)
  • Mamie Smith – Crazy Blues (1920)
  • King Oliver’s Creole Jazz Band – Dipper Mouth Blues (1923)
  • Jelly Roll Morton – Blackbottom Stomp (1926)
  • Frankie Trumbauer – Trumbology (1927)
  • Bix Beiderbecke – Singin’ the Blues (1927)
  • Louis Armstrong & His Hot Five – West End Blues (1928)
  • Bessie Smith – Nobody Knows When You Are Down And Out (1929)

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L’intensità del suono, o volume

Perché percepiamo alcuni suoni più forte ed altri più piano? In che modo il nostro orecchio percepisce i suoni? In una recente lezione abbiamo preso in considerazione la prima qualità del suono, l’altezza. La seconda qualità del suono che analizziamo si chiama invece intensità. E’ questo il termine tecnico corretto, tuttavia spesso utilizziamo anche il sinonimo volume. Andiamo dunque ad analizzare le caratteristiche acustiche dell’intensità.

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Altezza del suono e notazione – come funziona il pentagramma

Come funziona il pentagramma? A cosa servono le cinque linee da cui è composto? In questa lezione vedremo come funziona il pentagramma ed in particolare come si utilizza per scrivere una delle principali qualità del suono: l’altezza.

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Le qualità del suono: altezza

In questa lezione parliamo di una delle principali qualità del suono: l’altezza. Con il termine altezza indichiamo il grado di intonazione di un suono in rapporto all’acuto o al grave. L’orecchio umano riconosce suoni più o meno acuti, in relazione uno all’altro. Ascoltiamo ad esempio questi due suoni: