Categorie
Parliamo di Musica

Imparare a suonare e costruire una casa: due attività molto simili

Aiutami a diffondere l'amore per la musica

Qualche consiglio per imparare a suonare… un amico muratore ci può aiutare

Imparare a suonare uno strumento richiede impegno e pazienza. Proprio come costruire una casa. I progressi nello studio della musica sono difficili da misurare. Mentre un muratore alla fine della giornata vede di fronte a sé il frutto del proprio lavoro, il musicista dopo ore di studio ha sempre il dubbio di non aver concluso nulla.

Malgrado ciò le somiglianze sono più d’una, infatti per studiare musica in modo efficace bisogna avere un progetto e saperlo sviluppare. Un muratore non costruirebbe mai prima il tetto delle fondamenta, mentre nello studio della musica non è sempre facile procedere in modo ordinato ed efficace.

Capita così di disperdere un sacco di energie, solo perché stiamo affrontando lo studio in modo sbagliato. Rimanendo nella metafora, stiamo cercando di costruire il tetto prima delle fondamenta.

Proviamo allora a rispondere a questa domanda: come impostare correttamente il nostro studio e costruire il nostro “edificio” musicale? Prendiamo esempio dal nostro amico muratore e proviamo ad imitarlo.

1. Il progetto

Che cosa vogliamo costruire? Una casa nel bosco oppure un attico in città? Per studiare musica il progetto è importante. Molto dipende da che tipo di musicista vogliamo diventare: vogliamo imparare a suonare la musica di Bach, oppure il jazz? Forse vogliamo suonare qualche canzone con gli amici, oppure imparare a scrivere le nostre canzoni.

Avere un progetto iniziale è fondamentale perché la musica ha tanti aspetti diversi e dobbiamo capire su cosa è più urgente impegnarci.

2. I mattoni

Per quanto una casa nel bosco e un attico in città siano assai diversi, per costruire entrambi sono necessari i mattoni. Per chi studia musica i mattoni sono le ore di studio, dalle quali otteniamo in primo luogo l’abilità tecnica.

Fabbricare mattoni non è un’attività entusiasmante, è certamente più divertente arredare il nostro salotto. Tuttavia, se non fabbrichiamo i mattoni non avremo mai un salotto da arredare.

Se abbiamo il progetto ed abbiamo i mattoni, siamo a buon punto! Possiamo iniziare a mettere insieme i vari pezzi, a costruire le pareti.

3. Cominciamo a costruire

La singola giornata di lavoro va pianificata con cura, dobbiamo imparare a completare un lavoro prima di iniziare il successivo. Ad esempio, terminare un libro di esercizi, assicurarci di avere imparato completamente quel tale brano, o di saper suonare un determinato accordo in tutte le tonalità.

Ai miei nuovi allievi pianisti chiedo sempre di completare due “stanze” della propria casa: imparare a leggere la musica e completare l’Opera 101 di Beyer. A chi studia improvvisazione, suggerisco di imparare 10 standard a memoria, di conoscere gli accordi e le scale maggiori.

Abbiamo davvero voglia di arredare quel salotto, ma prima assicuriamoci di averne completato il pavimento e le pareti!

4. Un ingrediente fondamentale per imparare a suonare: la pazienza

Non basta un giorno per costruire una casa, e neppure per imparare a suonare. Studiare musica è molto gratificante ma richiede grandi sacrifici: moltissime ore di impegno, rinunce, fatica. Per questo motivo è bene fermarsi ogni tanto a pensare a come stiamo studiando ed agli obiettivi che perseguiamo.

Conclusioni: suonare con gli altri e per gli altri

Un ultimo consiglio: evitiamo di costruire un muro intorno a noi, invece che una costruzione aperta ed ospitale. Per quanto il lavoro di studio e ricerca individuale siano gratificanti, è quando suoniamo con gli altri e per gli altri, che la musica ci ripaga davvero dei sacrifici che abbiamo fatto.

Non resta che mettersi all’opera: buon lavoro!

Secondo te quali sono i consigli più utili per imparare a suonare? Scrivilo nei commenti, grazie!

Ti può interessare

  • Grandi verità. Io ho sempre sostenuto che diventano musicisti quelli che riescono a completare gli esercizi noiosi divertendosi. Pier Carlo

  • Mah, a dire il vero hai sviluppato una similitudine argomentandola con varie differenze… procedimento un po’ paradossale. Da architetto e pianista io tutta sta similitudine non la vedo, a partire dal fatto che il muratore esegue il progetto di un altro e non il suo… Insomma, a me la metafora pare assai lasca…. e anche opinabile!