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Note di Lunedì

Fats Waller, I’m Gonna Sit Right Down and Write Myself a Letter

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Note di lunedì n.72 Fats Waller, una lettera d’amore

Fats Waller è stato uno dei più grandi interpreti del pianoforte stride. Allievo del grande James P. Johnson e precocissimo nel suonare e comporre musica, come spesso accadeva ai musicisti di colore, arrivò al successo più per le sue doti di intrattenitore che per il suo valore di musicista.

In realtà in molti artisti afroamericani dividere l’aspetto “serio” da quello ironico o addirittura buffonesco è un esercizio difficile ed anche inutile. Si trattava infatti di musicisti cresciuti in un mondo dello spettacolo molto diverso dagli scenari futuri, il jazz era musica di intrattenimento e non musica da ascoltare in religioso silenzio.

I’m Gonna Sit Right Down and Write Myself a Letter è una deliziosa canzone composta nel 1935 da Fred E. Ahlert e Joe Young. Il testo recita: “Voglio sedermi qua e scrivermi una lettera, e poi convincermi che l’hai scritta tu” (I’m gonna sit right down and write myself a letter, and make believe it came from you).

L’idea è paradossale e contiene una vena ironica ma anche una punta di sottile malinconia. La canzone è molto riuscita grazie alla perfetta adesione di testo e musica nella prima frase, la metrica è assolutamente impeccabile e la frase si fissa nella nostra memoria come solo le melodie più riuscite riescono a fare.

I’m Gonna Sit Right Down and Write Myself a Letter, prima frase

I'm Gonna Sit Right Down and Write Myself a Letter, prima frase
Testo e melodia aderiscono in modo perfetto

In questa interpretazione Fats Waller suona in modo lieve ed elegante. Il pianista esegue il tema per intero, prevalentemente ad accordi interi, leggermente arpeggiato ed arricchito da sporadiche volatine e tremoli. Al minuto 1’14” Fats canta la canzone con dolcezza e semplicità, accompagnato al clarinetto da Rudy Powell. Dopo l’esposizione vocale, Bill Coleman esegue un assolo di tromba (2’18”) breve ma molto bello. Sia l’introduzione del pianoforte che i successivi interventi di clarinetto e tromba sono del tutto in linea con il contenuto della canzone: gli strumenti suonano come sospesi, rapiti da una dolce fantasia d’amore. E poco importa, sembra dire la musica, che la fantasia sia frutto di un piccolo imbroglio. Immaginare è dolce, e questo pezzo ce lo ricorda.

Se qualche volta le cose non vanno proprio come vogliamo, mettiamoci a sedere e scriviamoci una lettera d’amore.

Arrivederci al prossimo lunedì!

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Art by Valentina Veschi

Note di lunedì rubrica di analisi musicale dedicata ai grandi classici della musica jazz e rock: ogni lunedì un brano con annotazioni tecniche e curiosità. Per iniziare bene la settimana… e conoscere meglio la musica.