[Note di Lunedì n.182] La Foule è uno dei brani piĂ¹ noti della cantante francese Edith Piaf. Il pezzo sembra tipicamente francese, ma in realtĂ la sua origine è in Sud America, in un valzer peruviano. Ecco dunque la storia di La Foule e alcuni appunti sulla canzone.
Il brano originale si intitola Que nadie sepa mi sufrir e fu composto nel 1927 dal musicista argentino Angel Cabral. La canzone ha un carattere popolare, nel solco della tradizione del valzer peruviano. Questo stile mescola il valzer di origine europea con elementi ritmici piĂ¹ tipicamente latino americani.
Edith Piaf viaggiĂ² in Argentina al principio degli anni ‘50, ascoltĂ² la canzone e decise di reinterpretarla in lingua francese. Il testo fu riscritto completamente da Michel Rivgauche, e la canzone pubblicata nel 1957 con titolo La Foule e con enorme successo.
La musica del Sud America mescola elementi di origine europea, spagnola e portoghese prima di tutto, ed elementi autoctoni o afroamericani. In particolare, La Foule e il suo brano ispiratore Que nadie sepa mi sufrir hanno una melodia molto ritmata, con una caratteristica molto particolare: la poliritmia. Andiamo ad osservare lo spartito di La Foule, questa è la strofa della canzone.

Questo tempo di 3/4 puĂ² tranquillamente essere interpretato come un 6/8. Rileggendo il brano nel nuovo tempo, la melodia risulta persino piĂ¹ regolare. Ecco la strofa di La Foule trascritta nel tempo di 6/8.

A differenza del valzer che è un tempo ternario, il tempo di 6/8 è un tempo binario. L’argomento puĂ² sembrare complicato a chi non ha studiato musica, ma un esempio puĂ² aiutare: questa è una tarantella che ho analizzato in un altro articolo, intitolata “O ciucciariello”.
Ascoltando questa tarantella di Roberto Murolo, dovresti sentire che il ritmo è binario, si conta un-due, mentre La Foule è un valzer e si conta un-due-tre.
Ebbene, nella musica sud americana spesso il tempo di 3/4 e 6/8 coesistono, creando un effetto poliritmico. Il tempo binario e ternario si confondono, si sovrappongono. Ho affrontato questo argomento anche in un altro articolo, dedicato a Merceditas di Gato Barbieri, non a caso un musicista argentino.
Anche la La Foule, che deriva da un valzer peruviano, ha questa ambiguitĂ ed una melodia che sembra essere concepita nel tempo di 6/8, sebbene la canzone sia in 3/4. Anche nel ritornello della canzone si vede come i due tempi siano perfettamente sovrapponibili. Ecco per primo il ritornello di La Foule, scritto nel tempo di 3/4.

Questo è il solito passaggio, scritto perĂ² nel tempo di 6/8. Le note si raggruppano perfettamente in due gruppi da tre note ciascuna.

Adesso alcune annotazioni sul testo della canzone. Quello originale in spagnolo di Que nadie sepa mi sufrir parla di un innamorato abbandonato, e non è particolarmente interessante né originale. Il nuovo testo scritto per La Foule è decisamente migliore.
La protagonista della canzone racconta di una città in festa, con la folla che danza. Trascinata suo malgrado, la donna si trova abbracciata ad un uomo, con il quale balla e di cui subito si innamora. Ma nel delirio della danza, l’uomo che le era stato consegnato viene strappato via da lei, e perso per sempre.
Il testo di Michel Rivgauche ha dunque un carattere onirico, surreale e drammatico al tempo stesso. Il ritmo di valzer incarna perfettamente la danza sfrenata della folla, inconsapevole dell’amore che ha prima creato, e poi distrutto.
Il tema centrale de La Foule è dunque il destino, che fa incontrare le persone, le unisce o le separa, a proprio piacimento. Lo stesso destino che ha fatto ascoltare a Edith Piaf un vecchio valzer peruviano, una canzone che lei ha saputo reinterpretare e rendere eterna.
Al prossimo lunedì!


