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Note di Lunedì

Django Reinhardt, Nuages

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Note di lunedì n.27 Django Reinhardt, per comporre non serve saper scrivere

Django Reinhardt rappresenta uno dei primi casi di incontro tra la musica afroamericana e quella europea. Nato in Belgio, francese di adozione ma di origine Sinti, Django Reinhardt ha mescolato la propria cultura musicale zingara con la melodia francese e con il jazz, incorporando nel linguaggio jazz elementi nuovi ed originali.

Il suo celebre tema Nuages ha la classica durata di 32 misure ed è costruito su un interessante motivo ascendente-discendente:

Django Reinhardt,Nuages, motivo tematico principale

L’intero brano è ricavato da questo motivo, osservando il tema notiamo che tutte le frasi iniziano con un intervallo ascendente e si concludono con una discesa cromatica:

Dopo l’esposizione del tema da parte del clarinetto possiamo apprezzare l’assolo di Django Reinhardt (1’32”). L’inizio dell’improvvisazione ha un carattere rarefatto, con suggestivi suoni armonici.

Nella parte centrale dell’assolo (1’56”) Django Reinhardt esegue invece passaggi quasi rapsodici, fatti di scale cromatiche ascendenti e di volate discendenti molto incisive. In queste volate ritroviamo dunque il caratteristico movimento ascendente-discendente e l’uso della scala cromatica, presenti nel tema.

Pur essendo completamente analfabeta, al punto che fu Stéphane Grappelli ad insegnargli a scrivere il proprio nome, Django aveva un senso innato della forma e mostra in questo brano un utilizzo dei materiali degno di un grande compositore.

Capostipite della musica Manouche, Django è stato uno dei primi grandi jazzisti cresciuti in Europa, ha influenzato un intera generazione di chitarristi americani (incluso Charlie Christian) e si può considerare uno dei padri della chitarra moderna.

Arrivederci al prossimo lunedì!

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art by Valentina Veschi

Note di lunedì rubrica di analisi musicale dedicata ai grandi classici della musica jazz e rock: ogni lunedì un brano con annotazioni tecniche e curiosità. Per iniziare bene la settimana… e conoscere meglio la musica.

  • Djiango era uno zingaro, virtuosi di natura che suonano più ad orecchio che con lo spartito, e che riproducono la musica appena la sentono suonare. Ancora oggi i maggiori esponenti del genere sono tradizionalmente di famiglia zingara (Lagrene, Rosenborg). Per l’amputazione di alcune dita inventò uno stile personalissimo con la famosa scala cromatica di un’ottava suonata con un hammer-on fra prima e seconda nota ed uno slide dalla seconda all’ultima. Inoltre, non potendo suonare le scale in maniera tradizionale realizzò un modo d’improvvisare fatto di sequenze di arpeggi che ancora oggi chi vuole suonare alla manouche è costretto a seguire in forma obbligata.