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Armonia e Teoria musicale

Diesis o bemolle, quando si usano?

Spesso i miei allievi mi domandano quando si deve usare il diesis e quando il bemolle per scrivere una nota o un accordo. La risposta a questa domanda non è semplicissima, quello che è vero per le note singole non sempre vale anche per le scale e le sigle degli accordi. Vediamo dunque come usare diesis e bemolle per scrivere note, scale e accordi.

A cosa servono diesis e bemolle? Primo caso, i suoni senza nome

Quando è stato dato il nome alle note, sia quello latino antico A B C D E F G che quello più moderno Do Re Mi Fa Sol La Si, essenzialmente si usavano solo sette note. Per questo, entrambi i sistemi usano sette nomi. Successivamente è entrata in uso la scala cromatica che impiega invece dodici suoni.

Quando sono entrati definitivamente in uso questi cinque suoni addizionali, invece di dare loro un nome nuovo si è preferito chiamarli con il nome delle note vicine. Ecco dunque il primo uso dei diesis e bemolle: dare nome a cinque suoni che non hanno un nome proprio. La nota che sta tra Fa e Sol, si può chiamare Fa diesis (nota sopra al Fa) oppure Sol bemolle (nota sotto al Sol).

Scala maggiore di sette suoni: Do Re Mi Fa Sol La Si Do

Scala cromatica di dodici suoni: Do Do#/Reb Re Re#/Mib Mi Fa Fa#/Solb Sol Sol#/Lab La La#/Sib Si Do

Il meccanismo è simile a quello che accade quando viene costruita una nuova casa in mezzo a due che già hanno un numero civico: per non rinumerare tutte le case della via, si usa la dicitura “bis”.

Per la musica c’è tuttavia una ragione ulteriore: anche quando sono state aggiunte cinque note “in più” alle sette note originarie Do Re Mi Fa Sol La Si Do, le prime sette hanno comunque mantenuto una qualità speciale.

Le sette note originarie formano infatti la scala maggiore, che è rimasta alla base del sistema musicale tonale anche quando è entrata definitivamente in uso la scala cromatica di dodici suoni.

Le note possono avere due nomi: enarmonia

Il principio per cui alcuni suoni possono avere due nomi (ad esempio, Fa diesis e Sol bemolle) ha un nome ben preciso: si chiama enarmonia. L’enarmonia non funziona solo per le “note senza nome”, ad esempio quella povera nota che sta tra il Fa e il Sol e che deve prendere il nome da una delle sue vicine chiamandosi dunque Fa diesis o Sol bemolle.

Anche i suoni della scala che hanno già un nome, a volte possono essere chiamati con un nome diverso, utilizzando diesis o bemolle. Facciamo un esempio: sulla scala cromatica dopo il Mi c’è il Fa. Ebbene, può capitare che il Mi venga scritto Fa bemolle (Fa “abbassato”) oppure che il Fa venga chiamato Mi diesis (Mi “alzato”).

Il suono che chiamiamo normalmente Mi, si può chiamare anche Fa bemolle

Il suono che chiamiamo normalmente Fa, si può chiamare anche Mi diesis

Il motivo per cui ciò può avvenire sarà chiaro più avanti nella lezione, almeno lo spero! Per il momento limitiamoci a sottolineare i concetti fin qua introdotti:

  • Diesis e bemolle si usano indicare quei suoni della scala cromatica che non hanno un proprio nome
  • Il diesis indica un suono “alzato” di un semitono, il bemolle indica un suono “abbassato” di un semitono
  • A volte, anche i suoni che hanno un proprio nome vengono chiamati utilizzando diesis e bemolle
  • La possibilità di dare a un suono un nome alternativo si chiama enarmonia.

Ora che abbiamo visto come si usano diesis e bemolle per scrivere le note senza nome, scopriamo come si usano per scrivere le scale maggiori.

Diesis o bemolle per scrivere le scale maggiori

Per scoprire come si usano diesis e bemolle nella scrittura delle scale maggiori, utilizziamo uno schema chiamato “circolo delle quinte”.

modulazione e circolo delle quinte

Nel circolo delle quinte, al centro in alto c’è la scala originaria, Do maggiore, che non usa né i diesis né i bemolle. Le tonalità che usano i diesis sono posizionate sul lato destro, le tonalità che usano i bemolle sono collocate sul lato sinistro.

Il lato destro del circolo delle quinte: tonalità con i diesis

Le scale maggiori sono ordinate a distanza di quinta, secondo questo principio:

Sul lato destro del circolo delle quinte, salgo di una quinta e aggiungo un diesis sulla settima nota della scala

Quindi, passando da Do a Sol, aggiungerò un diesis sulla settima nota della scala di Sol. Le sette note partendo da Sol sono Sol La Si Do Re Mi Fa Sol, mettendo un diesis sul settimo grado otteniamo Sol La Si Do Re Mi Fa# Sol.

Se salgo ancora di una quinta, partirò dalla nota Re e dovrò aggiungere un diesis sulla settima nota Do. I diesis utilizzati in precedenza rimangono, per cui mantengo anche il Fa# utilizzato nella scala di Sol. La scala di Re sarà dunque Re Mi Fa# Sol La Si Do#.

Se salgo di un altra quinta, raggiungo la nota La. Aggiungo ancora un diesis sul settimo grado Sol. In questo modo possiamo andare fino alla scala di Fa Diesis, che utilizza sei diesis.

Se volessi andare ancora avanti, otterrei la scala di Do diesis, che utilizza sette diesis, Do# Re# Mi# Fa# Sol# La# Si#. In realtà questa scala non si usa, passiamo sul lato sinistro del circolo delle quinte e scopriremo perché.

Il lato sinistro del circolo delle quinte: tonalità con i bemolle

Sempre partendo da Do, se vado indietro di una quinta, trovo le tonalità che usano i bemolle.

Sul lato sinistro del circolo delle quinte, scendiamo di una quinta e aggiungiamo un bemolle sulla quarta nota della scala

Quindi, passando da Do a Fa, aggiungiamo un bemolle sulla quarta nota della scala di Fa. Le sette note partendo da Fa sono Fa Sol La Si Do Re Mi, mettendo un bemolle sul quarto grado otteniamo Fa Sol La Sib Do Re Mi.

Se scendiamo ancora di una quinta, troviamo la nota Sib. Aggiungiamo un bemolle sulla quarta nota (Mi). I bemolle utilizzati in precedenza rimangono, per cui mantengo anche il Si bemolle utilizzato nella scala di Fa. La scala di Sib sarà dunque formata da Sib Do Re Mib Fa Sol La Sib.

Se scendo di un altra quinta ottengo la nota Mib, e aggiungo ancora un bemolle sul quarto grado (Lab). In questo modo andiamo avanti fino alla scala di Sol bemolle, che utilizza sei bemolle. Se volessi andare ancora avanti, otterrei la scala di Do bemolle, che utilizza sette bemolle ma che non usiamo, perché coincide con la scala di Si.

Alla scala di Do bemolle maggiore che userebbe sette bemolle, preferiamo la scala di Si maggiore che utilizza solo cinque diesis. Allo stesso modo, alla scala di Do diesis maggiore che userebbe sette diesis, preferiamo la scala di Re bemolle maggiore che usa solo cinque bemolle.

Per quanto riguarda il Fa#/Solb non c’è alcun vantaggio nell’utilizzare una scala o l’altra, perché entrambe usano sei alterazioni. Invece negli altri due casi abbiamo una scala che usa meno alterazioni: per questo, preferiamo Reb a Do#, e preferiamo Si a Dob.

Se vuoi approfondire questi ed altri concetti in modo ordinato e progressivo, forse ti può interessare il video corso di armonia funzionale che trovi su questo sito.

Ora che abbiamo scoperto come si usano diesis e bemolle nella scrittura delle scale, vediamo come si utilizzano per scrivere singole note sul pentagramma.

Quando si usa il diesis e quando si usa il bemolle: la scala cromatica

Nella scrittura della scala cromatica la regola è molto semplice: nella scala cromatica ascendente si usano i diesis, nella scala cromatica discendente si usano i bemolle. Questa regola si usa anche quando si suona un solo frammento di scala cromatica, non necessariamente la scala cromatica intera.

Scala cromatica ascendente e discendente

Nella scala cromatica ascendente si usano i diesis, nella scala cromatica discendente si usano i bemolle

In altri contesti, specialmente quando la nota alterata è parte di un accordo, l’utilizzo di diesis e bemolle dipende da un’attenta analisi dell’armonia. Partendo dall’accordo ricavato dalla scala della tonalità, si usa il diesis se la nota è alterata in modo ascendente, si usa il bemolle se la nota è alterata in modo discendente.

Abbiamo fin qui considerato l’uso di diesis e bemolle nella scrittura di note singole e scale, vediamo adesso come si usano nelle sigle degli accordi.

Diesis e bemolle nelle sigle degli accordi

La scelta di diesis e bemolle nella scrittura delle sigle dipende in gran parte da quando detto per la scrittura delle scale maggiori. Infatti gli accordi derivano dalla scala maggiore (o minore) di riferimento. Normalmente, le sigle degli accordi seguono il nome delle singole note nella scala di riferimento. Quando gli accordi sono scritti su una nota alterata, una nota estranea all’accordo, si usa lo stesso principio delle alterazioni nella scala, ovvero:

  • Se la scala usa i diesis, anche le sigle degli accordi usano i diesis.
  • Se la scala usa i bemolle, anche le sigle degli accordi usano i bemolle

Ci sono casi particolari in cui questa regola può essere contraddetta. In particolare, quasi sempre nella musica moderna si scrivono le sigle nel modo più semplice possibile. Per effetto dell’enarmonia, chiamiamo gli accordi con il loro nome più immediato e di facile decifrazione.

Non scriveremo dunque Fb7 ma E7, non scriveremo B#7 ma preferiremo C7. Le sigle sono infatti una “scorciatoia” per indicare all’esecutore quale accordo suonare, ed è consuetudine usare le sigle più facili da decifrare.

Conclusioni: quando si usano diesis o bemolle

L’utilizzo di diesis o bemolle è strettamente collegato a come funziona la musica, in particolare il sistema musicale moderno chiamato “sistema tonale”. Se vuoi mettere ordine nelle tue conoscenze ed approfondire lo studio dell’armonia, ti consiglio il corso di armonia che trovi su questo sito, uno dei più apprezzati dai miei studenti.

In generale, puoi ricordarti che diesis e bemolle dipendono dalla scala maggiore di riferimento, e cercare di memorizzare il circolo delle quinte e la posizione delle alterazioni nelle varie scale. Ricorda inoltre come funziona la scala cromatica: usa i diesis salendo e i bemolle scendendo. Se hai domande o vuoi scrivere la tua opinione su questa lezione, ti prego di farlo nello spazio dedicato ai commenti, qua sotto. Grazie!

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