[Note di lunedì n.184] Didn’t we è una canzone composta nel 1968 da Jimmy Webb, un autore molto raffinato che compone sia i testi che le musiche dei suoi brani. Tanti cantanti e musicisti hanno interpretato questa canzone, ho scelto le mie tre versioni preferite ed ho provato a confrontarle. Per iniziare, ascoltiamo Dionne Warwick e la sua interpretazione di Didn’t We.
La cantante è nota per le sue superbe interpretazioni dei brani di Burt Bacharach, ma Didn’t We di Jimmy Webb è un brano ugualmente adatto a lei. Prima di informarmi e scoprirne l’autore, in effetti pensavo che il pezzo potesse essere proprio di Burt Bacarach, i due compositori hanno infatti alcune caratteristiche in comune: il frequente uso degli accordi sus, la perfetta proporzione delle melodie, e i testi che si adattano perfettamente alla musica. Andiamo dunque ad approfondire alcuni aspetti di Didn’t We.
Didn’t we – armonia, melodia e testo
Didn’t We ha forma ABAC, con la parte C che riprende e dilata la sezione B. Dal punto di vista armonico, il brano è piuttosto semplice. Ho evidenziato sullo spartito gli accordi del I grado Ab, del II grado Bbm, e del V grado Eb7. Sono tutti accordi molto prevedibili, niente di originale o sorprendente.

Nella sezione B il brano modula alla tonalità relativa minore Fa minore, poi tocca il IV grado Db e ritorna sul II grado Bbm7. L’unico accordo inatteso, estraneo alla scala di partenza, è Gbmaj7.

Se l’armonia è solida ma prevedibile, la melodia è invece efficace ed elegantissima. La canzone si apre con un arpeggio discendente, sulle parole “this time we”. Poi la melodia risale gradualmente, per grado congiunto, nelle successive tre misure.
Anche la frase successiva riparte con un arpeggio discendente, e ancora si risale poco alla volta. Queste frasi hanno una bellezza ed un equilibrio davvero straordinari.

Anche il testo è molto ben riuscito. Parla di una storia di amore che era quasi perfetta, proprio come una canzone che ha tutte le note al posto giusto, e un testo in rima perfetta.
Il brano non fornisce i dettagli di questa storia d’amore, si limita a suggerire che malgrado tutto andasse bene, la storia d’amore è finita. Una canzone piena di malinconia, che esprime il rimpianto di una storia d’amore che si è esaurita.
Vediamo adesso come diversi interpreti rendono questo brano, ciascuno in modo diverso dagli altri. Dopo Dionne Warwick, ascoltiamo Frank Sinatra e il trombettista Art Farmer.
Didn’t we – le interpretazioni di Frank Sinatra e Art Farmer
Mentre Dionne Warwick canta a voce spiegata e riempie tutti gli spazi, Frank Sinatra canta in modo più intimo, lasciando degli spazi vuoti. Possiamo dunque sentire degli strumenti melodici che duettano con lui, in particolare il sassofono prima (1’10”), e il violino poco più avanti (2’20”).
Che differenze notate, e che effetto hanno sulla canzone? Il testo parla di una storia d’amore finita, ma è aperto a diverse interpretazioni, non dice molto.
Ebbene, ascoltando Frank Sinatra io sento un innamorato deluso, ma che probabilmente andrà avanti e cercherà nuovi amori. Dionne Warwick invece non mi pare per niente rassegnata: è arrabbiata e non ci sta a passare oltre. Affronterà i problemi e forse riuscirà a portare la sua relazione “fin sulla luna”, come recita il testo della canzone.
Vediamo adesso una versione strumentale di Didn’t we, quella del trombettista Art Farmer. La sua tromba sordinata ha una tale dolcezza, che sembra parlare di un amore meraviglioso e senza fine, più che di un amore finito. Ovviamente, se non ci sono le parole è più facile fantasticare e immaginare la storia che preferiamo!
Tuttavia, anche la sua interpretazione è molto malinconica. Sicuramente il trombettista conosceva bene il testo della canzone, ed ha voluto assecondarlo ed esprimerlo, anche senza parole.
A chi legge questo mio articolo voglio chiedere: qual è la versione di Didn’t We che ti emoziona di più? Inoltre, quale ti sembra più adatta al testo della canzone? Puoi lasciare il tuo commento nella sezione dedicata a fondo pagina, grazie in anticipo!



Buongiorno,
sono tutti è tre degli ottimi interpreti, personalmente preferisco Franck Sinatra per l’interpretazione più melanconica.
La voce di Warwick è superba, splendida. separando il brano dal testo non mi dà il senso della tristezza per la fine del rapporto .Non comprendo perchè l’armonia utilizza come ultimo accordo, a me così pare, l’accordo di Mi. Lascia un senso di incompiutezza.L’introduzione iniziale con il pianoforte è molto vicino, come Lei stesso dice, a Bacarach. La versione strumentale,si, dà il senso della tristezza. nel finale il violino rende chiara la tristezza con quelle tre note ascendenti, ripetute scendendo di tono per tre volte.Trovo la strumentale più vicina al testo. Ma la voce di Dionne resra spendida.
Condivido il commento di Francesco, fa riaffiorare ricordi personali
La mia versione preferita è quella cantata da Dionne Warwick: autentica, profonda, meravigliosa.
Concordo con te, hai usato degli aggettivi perfetti. Grazie per il commento, a presto
La versione di Art Farmer è per me molto intima e ci si può abbandonare alla fantasia.
Ciao Francesco, ti confesso che è quella che ho ascoltato per prima. Mi è piaciuta talmente tanto che sono andato a cercare le versioni cantate! A presto, grazie per il commento