Categorie
Note di Lunedì

Charlie Christian, Rose Room

Aiutami a diffondere l'amore per la musica

Note di lunedì #10 Charlie Christian e la chitarra elettrica

Un giorno il clarinettista Benny Goodman si trovò alle prese con uno scherzo: durante un suo concerto, il giovane chitarrista Charlie Christian fu fatto salire sul palco. Diffidente di questo ospite indesiderato, Benny Goodman prese a suonare un vecchio brano intitolato Rose Room, convinto di cogliere l’intruso impreparato e di costringerlo così a lasciare il palco.

Il chitarrista suonò invece un assolo lunghissimo, con tale sicurezza e bravura da conquistare immediatamente non solo la stima di Benny Goodman, ma persino un posto nella band. Pochi mesi dopo il gruppo incise lo stesso brano in studio, ascoltiamo questa versione con Benny Goodman al clarinetto, Lionel Hampton al vibrafono, Fletcher Henderson al piano.

Se il brano era del tutto tradizionale, la formazione non lo era affatto: sia il vibrafono che la chitarra elettrica erano infatti strumenti giovanissimi, inventati da pochi anni. Il jazz ha contribuito in modo decisivo all’invenzione o alla diffusione di strumenti che sono diventati di uso comune: la batteria, la chitarra elettrica, il vibrafono ed i sassofoni. Provate a immaginare la musica moderna, anche quella rock e pop, senza questi strumenti.

Pur essendo un pioniere, lo stile di Charlie Christian alla chitarra è maturo ed efficace. Lo strumento è usato per comporre linee melodiche cantabili, simili a quelle suonate dagli strumenti a fiato.

Analizziamo l’inizio dell’assolo, al minuto 1’10”: a misura 7 possiamo apprezzare una tipica frase di Louis Armstrong, formata da una sola nota ribattuta (Re bemolle). A misura 12 e 13 ascoltiamo invece uno spericolato passaggio a terzine, una volata tipica di Charlie Christian che spesso iniziava una frase nel registro grave, salendo in quello acuto per ritornare subito a scendere, come accade in questo caso.

Assolo di Charlie Christian su Rose Room
Assolo di Charlie Christian su Rose Room

Purtroppo la carriera di Charlie Christian non durò a lungo, come a molti accadeva in quegli anni fu stroncato ancora giovane dalla tubercolosi. Le sue registrazioni rimangono però pietre miliari della chitarra jazz, punto di riferimento prezioso per i chitarristi che seguirono.

Arrivederci al prossimo lunedì!

Note-di-lunedi-Rubrica-di-analisi-musicale-Jazz-e-Rock
art by Valentina Veschi

Note di lunedì rubrica di analisi musicale dedicata ai grandi classici della musica jazz: ogni lunedì un brano con annotazioni tecniche e curiosità. Per iniziare bene la settimana… e conoscere meglio la musica.

  • Ciao Leo, mi permetto di aggiungere qualche nota in più al tuo pezzo di oggi sulla chitarra nel jazz. Come hai ben detto, lo strumento aveva poco volume nelle orchestre e quindi lo spazio che si conquistava nell’improvvisazione era quello dei Chord Changes, la tecnica che riesce a coniugare l’esposizione del tema (linea melodica) con le note dell’accordo di riferimento (chord). Charlie Christian fu il primo a sperimentare i pick up e un sistema di amplificazione nella sua Gibson E150 e quindi a suonare le note singole staccandosi dal modello tradizionale. Suggerisco l’ascolto di Solo Flight del quale esistono parecchie trascrizioni.