Cadenza perfetta e cadenza plagale con le canzoni di Natale
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Cadenza perfetta e cadenza plagale, che cosa sono

Che cosa sono la cadenza perfetta e la cadenza plagale? Cosa significa il termine cadenza in musica? Per spiegare cosa sono le cadenze, prendiamo spunto da alcune canzoni natalizie che tutti conosciamo. Probabilmente le abbiamo imparate da bambini ancora prima di andare a scuola, le abbiamo poi cantate negli immancabili spettacoli natalizi. Visto che le conosciamo bene, sono perfette per imparare uno dei meccanismi più comuni della musica: la cadenza. In particolare, la cadenza perfetta e la cadenza plagale. 

Le tre componenti della musica: melodia, ritmo, armonia

La musica è composta da tre elementi fondamentali: melodia, armonia e ritmo. La melodia è la parte cantabile di un brano musicale ed è la prima cosa che colpisce il nostro orecchio. Se un brano è accattivante ed efficace, quasi certamente il merito è della melodia. Le melodie sono spesso costruite utilizzando le scale musicali, o parti di esse.

Il ritmo è un po' meno manifesto ed è quella parte della musica che ci fa muovere le gambe, ci fa ballare. Il ritmo dipende dall'alternarsi di suoni brevi o lunghi e dalla loro suddivisone in battute musicali, ad esempio esistono tempi semplici o tempi composti.

L'armonia è data dalla presenza di più suoni contemporaneamente, i quali stabiliscono dei rapporti gli uni con gli altri. Questi rapporti si chiamano accordi. L'armonia è  quindi la parte più nascosta di un brano, per comprendere gli accordi e riconoscerli è necessaria una qualche conoscenza musicale.

La cadenza in un brano musicale: c'è ma non si vede

Utilizzando una metafora, quando vediamo una persona notiamo subito il suo aspetto esteriore, se sorride oppure no, come è vestita: la prima cosa che notiamo in musica è la melodia. Possiamo poi osservare come questa persona si muove, se corre o passeggia, oppure si muove in modo insensato, senza andare da nessuna parte: questo è il ritmo.

Infine, gli accordi sono lo scheletro di una composizione musicale, sono indispensabili ma non si vedono. Grazie allo scheletro, una persona sta in piedi e si può muovere, ma per capire come è fatto bisogna avere qualche nozione di anatomia. Chi studia armonia  impara ad andare oltre l'apparenza di un brano musicale, capendo i meccanismi che permettono allo scheletro (gli accordi) di un brano musicale di funzionare.

Le relazioni più tipiche tra due accordi si chiamano cadenze. Rimanendo nella metafora, le cadenze sono le ossa più importanti del nostro scheletro, quelle che reggono tutte le altre. Una cadenza è  l'incontro tra due accordi, non però tra due accordi a caso, ma tra due accordi che stabiliscono l'uno con l'altro una ben determinata relazione. Andiamo ad analizzare questa relazione, e scopriremo quali accordi danno origine alla cadenza perfetta, e quali formano invece una cadenza plagale.

Che cos'è una cadenza musicale

La cadenza in musica è la successione di due accordi che assumono dentro il brano una funzione diversa. Uno dei due accordi è più dissonante, crea tensione e movimento. Questo accordo si chiama accordo di dominante ed è un accordo instabile, che ha bisogno di essere completato da un secondo accordo, detto accordo di tonica, che risolve la tensione e riporta il brano in una situazione di quiete ed equilibrio.

Accordo di tensioneAccordo di quiete
E' un accordo instabile, che crea una dissonanza e ci suggerisce che presto arriverà un altro accordo. L'accordo di tensione è dunque un accordo di movimento. Il più tipico è l'accordo di dominante, quello costruito sul V grado della scala maggiore.All'accordo di tensione, segue un secondo accordo più stabile, che risolve la tensione precedente. A differenza del precedente, questo accordo è più stabile e comunica un senso di conclusione. Il più tipico è l'accordo di tonica, costruito sul I grado della scala maggiore.

Da questo alternarsi di accordi di tensione e accordi di quiete, prende vita la musica e l'armonia in particolare. Oltre agli accordi di tonica e dominante, che si trovano sul I e V grado della scala, anche altri accordi possono far parte di una cadenza musicale. Questo è possibile perché accordi che non sono né la tonica né la dominante, prendono però il loro posto nella cadenza, assumendone la funzione.

Quindi, esistono gli accordi di tonica e dominante autentici, quelli veri, ed altri accordi che prendono la funzione di tonica o funzione di dominante. Capire questi meccanismi è molto interessante per chi suona uno strumento musicale, significa infatti imparare ad andare oltre l'apparenza e conoscere il funzionamento della musica. Andiamo adesso ad analizzare nello specifico le due cadenze più importanti, la cadenza perfetta, che è la più comune di tutte, e la cadenza plagale che è la principale alternativa.

La cadenza perfetta

La cadenza più comune si chiama cadenza perfetta ed impiega l'accordo del V grado, detto dominante, e l'accordo del I grado detto tonica. Nella tonalità di Do Maggiore, questi due accordi sono G7 e C.

Andiamo a trovare questi due accordi nello spartito del primo brano natalizio: Tu scendi dalle stelle

Tu scendi dalle stelle spartito e cadenza perfetta

La cadenza perfetta è evidenziata in giallo

Osserviamo che il pezzo alterna i due accordi di tonica e dominante. Là dove dove suona l'accordo di dominante, il brano è maggiormente teso ed incompiuto, mentre quando la dominante lascia posto alla tonica, alla fine della seconda e della terza riga, ecco che avviene la risoluzione della dissonanza. In quei punti le frasi musicali trovano compimento, e noi proviamo una sorta di rilassamento.

Quello che anima il pezzo è in particolare il passaggio dall'accordo di dominante alla tonica, quel punto esatto in cui la tensione si scoglie. La cadenza ha infatti lo scopo di creare aspettativa, sospensione, e poi di risolverla.

In alcuni casi il compositore gioca con le aspettative dell'ascoltatore, non risolvendo la tensione, o facendolo solo a fine brano. In questo caso invece gli accordi del pezzo sono molto semplici e rassicuranti: ogni volta che abbiamo un accordo di dominante G7, questo è seguito dall'accordo di tonica C.

Andiamo ad ascoltare al pianoforte l'esecuzione di queste poche righe. Indugerò volutamente sui punti di passaggio dalla dominante alla tonica, che abbiamo chiamato cadenza perfetta.

Hai sentito come suona la cadenza perfetta? La cadenza che alterna tonica e dominante è così comune, che raramente un brano musicale non ne comprende almeno una. Tuttavia esistono altre cadenze, non meno interessanti. Andiamo ad analizzare un'altra cadenza musicale molto utilizzata, la cadenza plagale.

La cadenza plagale

Andiamo adesso ad ascoltare un secondo tipo di cadenza, chiamata cadenza plagale, che consiste nel movimento IV I, ovvero sottodominante - tonica. In tonalità di Do Maggiore gli accordi saranno F e C.

Rispetto alla cadenza perfetta notiamo una differenza: nella cadenza plagale il quarto grado (sottodominante) ha preso il posto del quinto (dominante). La cadenza plagale IV I è meno risolutiva della cadenza perfetta V I. Andiamo ad analizzare un altro brano natalizio: Stille Nacht.

Stille Nacht spartito cadenza perfetta e cadenza plagale

La cadenza perfetta è evidenziata in giallo, la cadenza plagale è evidenziata in rosa

Osserviamo che la prima riga si conclude con il movimento V I, cadenza perfetta. Nella seconda riga, per due volte abbiamo invece la cadenza plagale IV I, in questo caso con gli accordi F e C. Nella terza riga abbiamo ancora la cadenza perfetta, per due volte.

Il pezzo nella sua semplicità ci mostra molto bene la differenza tra le due cadenze, e come un compositore può utilizzarle. La cadenza perfetta è più forte e viene dunque impiegata sia all'inizio del brano che alla fine. La cadenza plagale è invece più morbida, delicata, meno risolutiva. Viene impiegata a metà brano, per creare una variazione rispetto alla cadenza perfetta già sentita al principio.

Andiamo ad ascoltare l'esecuzione al pianoforte di Stille Nacht, anche in questo caso con particolare attenzione alle cadenze.

Conclusioni: cadenza perfetta e cadenza plagale.

La cadenza perfetta e la cadenza plagale sono solo due delle numerose cadenze conosciute ed utilizzate. Tuttavia ci hanno permesso di esplorare il meccanismo alla base di tutte le cadenze: l'alternarsi di accordi dissonanti, che creano tensione, ed accordi consonanti che risolvono questa tensione.

In brani prevedibili ed elementari come questi canti natalizi è più facile individuare cadenza perfetta e cadenza plagale, tuttavia queste due cadenze si trovano in quasi tutti i brani musicali.

Se hai domande da farmi su questa lezione, oppure non hai capito bene cosa sono la cadenza perfetta e la cadenza plagale, scrivimi nei commenti qua sotto. Aspetto anche la tua opinione su questa lezione. Grazie!

  • ROBERTO ha detto:

    Caro Professore la sua lezione è stata perfettamente esauriente ed esaustiva. Grazie

  • salvatore ha detto:

    Maestro in riferimento alle cadenze V>I perfetta IV>I plagale
    ma chiedo se abbiamo altri accordi che precedono questa cadenza
    la cadenza è sempre riferita ad esempio al solo V>I ? Gli accordi precedenti possono essere altre cadenze ? o fanno far parte del V>I
    spero di essere stato chiaro
    Buon anno

    • leoravera ha detto:

      La cadenza è composta da due accordi. Gli accordi precedenti possono fare parte di un’altra cadenza oppure no, possono essere anche “accordi liberi” che non formano cadenza.

      C’è però un’eccezione: la cadenza V I viene a volte preceduta da un accordo, quello del II o del IV grado. La cadenza che ne risulta è chiamata “cadenza composta” e può quindi essere: II V I, oppure IV V I. Se provi a suonare Dm G7 C oppure F G7 C, avrai un esempio nella tonalità di Do maggiore.
      Cordiali saluti

  • giuseppe ha detto:

    Ciao Leo,
    Ottima lezione per capire l’importanza dell’argomento.
    In chiave di basso si sente l’accordo arpeggiato.
    Puoi dirmi perché si arpeggia e quando lo si può fare..
    Grazie

    • leoravera ha detto:

      Ciao Giuseppe. L’accordo arpeggiato serve solo per creare un po’ di varietà rispetto all’accordo suonato per intero, non c’è un motivo particolare per suonare un accordo arpeggiato o intero.
      Grazie per la lettura, ciao

  • Giovanni ha detto:

    Grazie, finalmente ho capito il significato delle due cadenze!

  • Claudia Giulietti ha detto:

    Grazie Leo per la spiegazione chiarissima. Conoscevo sommariamente i due tipi di cadenze ma avere un esempio “pratico” (e potendolo seguire su spartito) è un’altra cosa. Grazie mille. 🙂

  • mario massari ha detto:

    Grazie,gli esempi sono molto chiari…magari qualche brano che piace a noi.

  • Franco ha detto:

    Buonasera Leo, come al solito sempre chiari e stimolanti i suoi articoli-lezioni. Comunque mi domandavo cosa rendesse meno tensiva la cadenza plagale, cioè dipende dall’accordo in sé stesso F semplice triade maggiore, quindi se il Sol fosse triade la cadenza perfetta sarebbe meno perfetta? Grazie anticipatamente.

    • leoravera ha detto:

      E’ difficile rispondere perché il nostro modo di pensare la musica è condizionato dalla tradizione e da tutto quello che abbiamo ascoltato. Sicuramente la cadenza G7 C è più efficace e forte di quella G C, senza settima.
      Tuttavia in quest’ultima c’è pur sempre la sensibile (B) che risolve sulla tonica (C), mentre nella cadenza plagale la tonica è già contenuta anche nell’accordo del IV.
      Forse questa può essere una ragione per cui la cadenza plagale è meno dinamica.

      • Franco ha detto:

        Grazie, allora se ne può desumere che anche il E minore potrebbe fungere come accordo di tensione verso il C?

        • leoravera ha detto:

          Direi di no, Em e C condividono due note su tre. Per questo Em e Am appartengono, insieme a C, all’area di tonica

        • Franco ha detto:

          Giusto, pertanto Il G verso il CM7 simile effetto con il Em7 verso il C, particolare cadenza perfetta…

        • leoravera ha detto:

          Se risolvi da G7 a Cmaj7, ci sono comunque due note che muovono: F va a E, D va a C.
          Da Em7 a C c’è solo una nota che muove. Comunque in generale la risoluzione su Cmaj7 è meno forte di quella sulla triade, perché la sensibile B non risolve.
          Sono comunque sfumature, ed è anche questione di sensibilità e gusto personale perché ormai il nostro orecchio è abituato a soluzioni di tutti i tipo.
          Fino a non moltissimo tempo fa l’accordo maj7 era considerato dissonante, infatti si usava l’accordo di 6 al suo posto (vedi Stardust ed altri pezzi anni ’30)
          Ciao Franco!

        • Davide ha detto:

          Ciao Leo e grazie degli ottimi spunti su questo tema, quello delle cadenze è assai interessante perché – a mio parere – può essere quasi dato per “scontato” proprio per quello che dicevi, cioè – se ho ben inteso – perché ormai il nostro orecchio è abituato ad un certo modo di intendere e di fare musica.
          Mi accodo alla stimolante discussione con Franco e ti (vi) chiedo se la cadenza VII (sostituzione del V) – I può essere considerata ancor più “perfetta” in forza delle note che compongono il VII grado: B che risolve su C e F che risolve su E; in realtà, ovviamente, si tratta della triade aggiunta alla tonica G per ottenere il G7. Qualche idea sul perché, storicamente, non si sia imposta come cadenza perfetta?
          Grazie in anticipo per la tua risposta! =)

        • leoravera ha detto:

          Ciao Davide, nell’armonia classica la triade del VII viene considerata come un’estensione dell’accordo di V, quindi viene VII I è sempre una cadenza perfetta, con il V in posizione di rivolto.

          il movimenti VII I è stato usato molto anche nel repertorio operistico, specialmente nei recitativi dove si trova in quantità a volte persino fastidiose.

          Nel jazz l’accordo diminuito viene siglato a parte per indicare al bassista la nota più importante da suonare, ma comunque è quasi sempre un equivalente dell’accordo di dominante posto due toni sotto. Direi quindi che V I e VII I sono quasi sempre equivalenti.

          Non credo di avere aggiunto molto a quello che avevi detto tu. Ciao a presto

        • Davide ha detto:

          Grazie per la risposta e per l’approfondimento di questo tema così interessante!
          Un saluto,
          Davide =)

  • agricadimalfolle ha detto:

    Ciao Leo, la mia conoscenza dell’armonia arriva fino al primo livello del tuo corso ma non è veramente completa. sono indeciso se acquistare il corso di secondo livello o ambedue. ciò che mi trattiene è la spesa. Cosa mi consigli?
    Biagio

  • Stefano ha detto:

    Chiarissimo nella spiegazione credo che come regalo di Natale partecipero’ al suo corso di Armonia.

  • Nicola Boschetti ha detto:

    Bravo Leo, spiegazione perfetta e chiarissima. Complimenti per l’impegno ed anche per le esecuzioni.

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