Cadenza perfetta e cadenza plagale con le canzoni di Natale
Cadenza perfetta e cadenza plagale

Cadenza perfetta e cadenza plagale… con le canzoni di Natale

Ci sono alcune canzoni natalizie che tutti conosciamo, probabilmente le abbiamo imparate da bambini ancora prima di andare a scuola, le abbiamo poi cantate negli immancabili spettacoli natalizi. Visto che non possiamo fare a meno di riascoltarle tutti gli anni, ho pensato di utilizzarle per imparare uno dei meccanismi più comuni della musica: la cadenza. In particolare, la cadenza perfetta e la cadenza plagale.

La cadenza perfetta

La cadenza più comune si chiama cadenza perfetta ed impiega l'accordo del V grado, detto dominante, e l'accordo del I grado detto tonica. Nella tonalità di Do Maggiore, questi due accordi sono G7 e C.

Andiamo a trovare questi due accordi nello spartito del primo brano natalizio: Tu scendi dalle stelle

Tu scendi dalle stelle spartito e cadenza perfetta

La cadenza perfetta è evidenziata in giallo

Osserviamo che il pezzo alterna i due accordi di tonica e dominante. Là dove dove suona l'accordo di dominante, il brano è maggiormente teso ed incompiuto, mentre quando la dominante lascia posto alla tonica, alla fine della seconda e della terza riga, ecco che avviene la risoluzione della dissonanza. In quei punti le frasi musicali trovano compimento, e noi proviamo una sorta di rilassamento.

Quello che anima il pezzo è in particolare il passaggio dall'accordo di dominante alla tonica, quel punto esatto in cui la tensione si scoglie. La cadenza ha infatti lo scopo di creare aspettativa, sospensione, e poi di risolverla.

In alcuni casi il compositore gioca con le aspettative dell'ascoltatore, non risolvendo la tensione, o facendolo solo a fine brano. In questo caso invece gli accordi del pezzo sono molto semplici e rassicuranti: ogni volta che abbiamo un accordo di dominante G7, questo è seguito dall'accordo di tonica C.

Andiamo ad ascoltare al pianoforte l'esecuzione di queste poche righe. Indugerò volutamente sui punti di passaggio dalla dominante alla tonica, che abbiamo chiamato cadenza perfetta.

La cadenza plagale

Andiamo adesso ad ascoltare un secondo tipo di cadenza, chiamata cadenza plagale, che consiste nel movimento IV I, ovvero sottodominante - tonica. In tonalità di Do Maggiore gli accordi saranno F e C.

Rispetto alla cadenza perfetta notiamo una differenza: nella cadenza plagale il quarto grado (sottodominante) ha preso il posto del quinto (dominante). La cadenza plagale IV I è meno risolutiva della cadenza perfetta V I. Andiamo ad analizzare un altro brano natalizio: Stille Nacht.

Stille Nacht spartito cadenza perfetta e cadenza plagale

La cadenza perfetta è evidenziata in giallo, la cadenza plagale è evidenziata in rosa

Osserviamo che la prima riga si conclude con il movimento V I, cadenza perfetta. Nella seconda riga, per due volte abbiamo invece la cadenza plagale IV I, in questo caso con gli accordi F e C. Nella terza riga abbiamo ancora la cadenza perfetta, per due volte.

Il pezzo nella sua semplicità ci mostra molto bene la differenza tra le due cadenze, e come un compositore può utilizzarle. La cadenza perfetta è più forte e viene dunque impiegata sia all'inizio del brano che alla fine. La cadenza plagale è invece più morbida, delicata, meno risolutiva. Viene impiegata a metà brano, per creare una variazione rispetto alla cadenza perfetta già sentita al principio.

Andiamo ad ascoltare l'esecuzione al pianoforte di Stille Nacht, anche in questo caso con particolare attenzione alle cadenze.

Conclusioni: cadenza perfetta e cadenza plagale.

La cadenza perfetta e la cadenza plagale sono solo due delle numerose cadenze conosciute ed utilizzate. Tuttavia ci hanno permesso di esplorare il meccanismo alla base di tutte le cadenze: l'alternarsi di accordi dissonanti, che creano tensione, ed accordi consonanti che risolvono questa tensione.

In brani prevedibili ed elementari come questi canti natalizi è più facile individuare cadenza perfetta e cadenza plagale, tuttavia queste due cadenze si trovano in quasi tutti i brani musicali.

Se hai domande da farmi su questa lezione, oppure non hai capito bene cosa sono la cadenza perfetta e la cadenza plagale, scrivimi nei commenti qua sotto. Aspetto anche la tua opinione su questa lezione. Grazie!

 

  • Giovanni ha detto:

    Grazie, finalmente ho capito il significato delle due cadenze!

  • Claudia Giulietti ha detto:

    Grazie Leo per la spiegazione chiarissima. Conoscevo sommariamente i due tipi di cadenze ma avere un esempio “pratico” (e potendolo seguire su spartito) è un’altra cosa. Grazie mille. 🙂

  • mario massari ha detto:

    Grazie,gli esempi sono molto chiari…magari qualche brano che piace a noi.

  • Franco ha detto:

    Buonasera Leo, come al solito sempre chiari e stimolanti i suoi articoli-lezioni. Comunque mi domandavo cosa rendesse meno tensiva la cadenza plagale, cioè dipende dall’accordo in sé stesso F semplice triade maggiore, quindi se il Sol fosse triade la cadenza perfetta sarebbe meno perfetta? Grazie anticipatamente.

    • leoravera ha detto:

      E’ difficile rispondere perché il nostro modo di pensare la musica è condizionato dalla tradizione e da tutto quello che abbiamo ascoltato. Sicuramente la cadenza G7 C è più efficace e forte di quella G C, senza settima.
      Tuttavia in quest’ultima c’è pur sempre la sensibile (B) che risolve sulla tonica (C), mentre nella cadenza plagale la tonica è già contenuta anche nell’accordo del IV.
      Forse questa può essere una ragione per cui la cadenza plagale è meno dinamica.

      • Franco ha detto:

        Grazie, allora se ne può desumere che anche il E minore potrebbe fungere come accordo di tensione verso il C?

        • leoravera ha detto:

          Direi di no, Em e C condividono due note su tre. Per questo Em e Am appartengono, insieme a C, all’area di tonica

        • Franco ha detto:

          Giusto, pertanto Il G verso il CM7 simile effetto con il Em7 verso il C, particolare cadenza perfetta…

        • leoravera ha detto:

          Se risolvi da G7 a Cmaj7, ci sono comunque due note che muovono: F va a E, D va a C.
          Da Em7 a C c’è solo una nota che muove. Comunque in generale la risoluzione su Cmaj7 è meno forte di quella sulla triade, perché la sensibile B non risolve.
          Sono comunque sfumature, ed è anche questione di sensibilità e gusto personale perché ormai il nostro orecchio è abituato a soluzioni di tutti i tipo.
          Fino a non moltissimo tempo fa l’accordo maj7 era considerato dissonante, infatti si usava l’accordo di 6 al suo posto (vedi Stardust ed altri pezzi anni ’30)
          Ciao Franco!

        • Davide ha detto:

          Ciao Leo e grazie degli ottimi spunti su questo tema, quello delle cadenze è assai interessante perché – a mio parere – può essere quasi dato per “scontato” proprio per quello che dicevi, cioè – se ho ben inteso – perché ormai il nostro orecchio è abituato ad un certo modo di intendere e di fare musica.
          Mi accodo alla stimolante discussione con Franco e ti (vi) chiedo se la cadenza VII (sostituzione del V) – I può essere considerata ancor più “perfetta” in forza delle note che compongono il VII grado: B che risolve su C e F che risolve su E; in realtà, ovviamente, si tratta della triade aggiunta alla tonica G per ottenere il G7. Qualche idea sul perché, storicamente, non si sia imposta come cadenza perfetta?
          Grazie in anticipo per la tua risposta! =)

        • leoravera ha detto:

          Ciao Davide, nell’armonia classica la triade del VII viene considerata come un’estensione dell’accordo di V, quindi viene VII I è sempre una cadenza perfetta, con il V in posizione di rivolto.

          il movimenti VII I è stato usato molto anche nel repertorio operistico, specialmente nei recitativi dove si trova in quantità a volte persino fastidiose.

          Nel jazz l’accordo diminuito viene siglato a parte per indicare al bassista la nota più importante da suonare, ma comunque è quasi sempre un equivalente dell’accordo di dominante posto due toni sotto. Direi quindi che V I e VII I sono quasi sempre equivalenti.

          Non credo di avere aggiunto molto a quello che avevi detto tu. Ciao a presto

        • Davide ha detto:

          Grazie per la risposta e per l’approfondimento di questo tema così interessante!
          Un saluto,
          Davide =)

  • agricadimalfolle ha detto:

    Ciao Leo, la mia conoscenza dell’armonia arriva fino al primo livello del tuo corso ma non è veramente completa. sono indeciso se acquistare il corso di secondo livello o ambedue. ciò che mi trattiene è la spesa. Cosa mi consigli?
    Biagio

  • Stefano ha detto:

    Chiarissimo nella spiegazione credo che come regalo di Natale partecipero’ al suo corso di Armonia.

  • Nicola Boschetti ha detto:

    Bravo Leo, spiegazione perfetta e chiarissima. Complimenti per l’impegno ed anche per le esecuzioni.

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