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Note di Lunedì

Booker Little, Man Of Words

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Note di lunedì n.96 – Man of Words, una magia difficile da spiegare

Booker Little in un intervista dichiarò: l’aspetto più importante della musica è quello emotivo. Basta ascoltare Man Of Words per capire che non si tratta di un’affermazione generica, ma di una maniera concreta di vivere la musica.

Man of Words è un brano costruito interamente su due accordi minori, Fm9 e B♭m9. Il trombone esegue un ostinato, una frase discendente di quattro note su un tempo libero.

Booker Little - Man Of Words
Man of Words è costituito da due soli accordi e da un ostinato, suonato dal trombone

Su questo accompagnamento, Booker Little improvvisa dall’inizio del brano sino alla sua conclusione. Si tratta dunque di un monologo, non intervengono altri solisti. In risposta all’ostinato del trombone, Booker Little suona frasi di lunghezza variabile, che si concludono spesso su una nota lunga.

La magia di questo brano è difficile da spiegare analizzandone le singole parti, nell’insieme il concetto del brano è semplice ed ardito al tempo stesso. Solo il grande lirismo del trombettista, assorto ed emozionante, consente a questi elementi musicali scarni di trasformarsi in un brano intenso e struggente.

Booker Little incise Man of Words nel 1961, a soli ventitre anni. La sua maturità musicale è quindi ancora più sorprendente. L’album da cui è tratto questo brano, intitolato Out Front, raccoglie gran parte dell’eredità di questo straordinario musicista, cui la vita non ha riservato molte altre occasioni: Booker Little morì infatti lo stesso anno.

Arrivederci al prossimo lunedì!

Per altre informazioni su Booker Little: http://www.danmillerjazz.com/booker.html

Note-di-lunedi-Rubrica-di-analisi-musicale-Jazz-e-Rock
Art by Valentina Veschi

Note di lunedì rubrica di analisi musicale dedicata ai grandi classici della musica jazz e rock: ogni lunedì un brano con annotazioni tecniche e curiosità. Per iniziare bene la settimana… e conoscere meglio la musica.

  • Buon pomeriggio, quasi sempre brani che evidenzia in questa rubrica mi piacciono molto, comunque interessanti i suoi spunti, come questo di Booker Little.
    Perché il fascino di questo brano sarebbe difficilmente spiegabile?
    Perché ha pochi elementi ma di grande suggestione? Peraltro spesso è così, no?

    • Grazie Gina per aver letto l’articolo e per il suo commento. Quando ho ascoltato questo disco per la prima volta, vista la formazione mi aspettavo un classico disco di Hard Bop. Il mio stupore è stato grande quando ho realizzato che non lo era, ed in particolare mi ha colpito questo pezzo, che come lei dice ha “pochi elementi ma di grande suggestione”. Ne ha descritto molto bene le qualità! Un caro saluto, arrivederci

      • Grazie, ma chiedevo perché per lei è difficilmente spiegabile il fascino di un brano così. Perché non credo siano spiegabili solo i brani zeppi di note e suoni.