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Billie Holiday, la signora canta il blues

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L’autobiografia di Billie Holiday La signora canta il blues, curata dal giornalista William Dufty

L’autobiografia di Billie Holiday La signora canta il blues è un libro deludente, pieno di inesattezze e teso a consolidare un mito, quello della donna maltrattata ed infelice, che ha molto danneggiato la cantante, imprigionandola in uno stereotipo grossolano e sminuendone l’autentico valore artistico. Il racconto è lacunoso e pieno di luoghi comuni, inattendibile dal punto di vista biografico e del tutto disinteressato all’artista Billie Holiday.

La cantante ebbe senza dubbio un’infanzia piena di violenze fisiche e psicologiche, un’esistenza in gran parte infelice ed una morte prematura a soli quarantaquattro anni. Ridurre però la vicenda di Billie Holiday a quella di un eroinomane, propensa a farsi maltrattare e sfruttare dall’uomo di turno, non spiega nulla ed anzi mette in ombra l’artista, la straordinaria interprete che per prima tra le voci femminili, ha avuto un approccio autenticamente jazz alla canzone americana.

Non tragga in inganno il fatto che questa grossolana biografia sia stata avvallata dalla stessa protagonista, il libro è stato infatti scritto dal giornalista William Dufty nel 1956 e la Billie Holiday sperava di potersi rilanciare anche facendo leva sulla curiosità morbosa e voyeuristica che circondava il suo personaggio. In questo testo di musica quasi non si parla e le poche informazioni sono molto approssimative.

Unico aspetto interessante: quello di documento sul razzismo negli Stati Uniti negli anni ’30 e ’40. Gli episodi di discriminazione raccontati sono numerosi e forniscono uno spaccato della società americana e delle sue contraddizioni. Le difficoltà che gli artisti afroamericani dovevano sopportare erano enormi, la più assurda quella di dover entrare dalla porta di servizio negli stessi teatri dove il pubblico accorreva a celebrarli. Sono tuttavia confortanti i numerosi episodi di solidarietà tra i musicisti, abituati a suonare insieme senza badare al colore della pelle.

Se il libro fornisce alcuni elementi interessanti sulla società americana, La signora canta il blues offre poco o nulla sulla grande artista Billie Holiday. Per fortuna c’è la sua musica, inspiegabile e senza tempo come tutte le grandi opere d’arte.


Holiday, Billie; Dufty, William Billie Holiday La signora canta il blues, Milano 2013, Feltrinelli

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