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Note di Lunedì

Bill Evans, Waltz For Debby

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[Note di lunedì n.61] Bill Evans, da Debussy al piano jazz

Bill Evans ha mescolato il jazz e le armonie di compositori classici europei come Claude Debussy e Maurice Ravel. Non stupisce allora che molte sue composizioni abbiano il tempo di 3/4, usato in Europa ma quasi inesistente nel jazz, almeno fino agli anni ’50. Analizziamo il suo jazz waltz intitolato Waltz for Debby.

Pur avendo una formazione classica, Bill Evans è stato dunque uno dei pianisti che più ha rivoluzionato il linguaggio del piano jazz. Waltz For Debby è una delle composizioni più importanti ed anche più care al pianista. Il tema è armonizzato per terze alle misure 7-9 e per seste in tutta la seconda riga dell’esempio. Ecco lo spartito:

L'inizio di Waltz For Debbie, il tema è armonizzato per terze e per seste
L’inizio di Waltz For Debbie, il tema è armonizzato per terze e per seste

Tra le tante qualità di Bill Evans, la più sorprendente è come riuscisse ad armonizzare anche le frasi improvvisate sempre conducendo le singole parti degli accordi in modo magistrale ed impeccabile. Questo tipo di disciplina deve aver richiesto centinaia di ore di studio anche ad un musicista dal talento eccezionale come lui.

Un’altra tecnica della quale Bill Evans era assolutamente padrone è quella dei “drop”, ovvero accordi aperti nei quali una nota è spostata all’ottava inferiore. Possiamo ascoltarne un esempio sempre nell’esposizione del tema, al minuto 0’36”.

Nella prima misura, osserviamo un esempio di "drop"
Nella prima misura, osserviamo un esempio di “drop”

In questa versione Waltz For Debby Bill Evans suona con Scott LaFaro al contrabbasso e Paul Motian alla batteria. Questa formazione è stata particolarmente innovativa per come i tre strumenti dialogano, liberandosi dai ruoli prefissati che avevano in precedenza: pianoforte solista, batteria che tiene il tempo, contrabbasso che suona il “walking bass”.

Ascoltiamo all’inizio del brano come il contrabbasso interagisce con il tema suonato dal pianoforte. Il basso raramente suona le note fondamentali degli accordi, esegue invece una seconda linea melodica.

Waltz For Debby si apre sul tempo di 3/4 come ci si aspetta da un valzer, al minuto 1’04” il pezzo passa invece al tempo di 4/4, più comodo per le improvvisazioni. Durante l’assolo del pianoforte il contrabbasso continua ad improvvisare linee melodiche alternate a passaggi in cui accompagna, prima di prendere un assolo vero e proprio (al min. 3’58”).

Purtroppo questa registrazione dal vivo è una delle ultime del trio, poche settimane dopo Scott LaFaro scomparve tragicamente in un incidente d’auto. L’episodio ebbe ripercussioni gravissime anche su Bill Evans, che ne fu letteralmente distrutto. Sapere che il miracolo di questo trio si sarebbe da lì a poco infranto, rende queste registrazioni ancora più preziose.

Arrivederci al prossimo lunedì

Questo brano fa parte della lista Come imparare 100 Standard Jazz

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Art by Valentina Veschi

Note di lunedì rubrica di analisi musicale dedicata ai grandi classici della musica jazz e rock: ogni lunedì un brano con annotazioni tecniche e curiosità. Per iniziare bene la settimana… e conoscere meglio la musica.

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  • sto studiando il brano che cerco di eseguire con un amico (siamo due chitarre), la tua analisi mi aiuta a comprendere meglio il brano, grazie

  • Da “neofita” dico che questa analisi di Waltz for Debby è molto interessante: mi è piaciuta molto e mi da la possibilità di cominciare ad ascoltare in maniera diversa.
    Bravi e grazie, sperando di leggerne altri e altri ancora…..