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Lezioni

Intensità e pentagramma: la dinamica

In una precedente lezione abbiamo visto che l’intensità di un suono o di un rumore dipende dall’ampiezza della vibrazione, la quale a sua volta dipende dalla forza con cui viene sollecitato il corpo che genera la vibrazione. Ad esempio,  se pizzico la corda di una chitarra con più o meno forza, la corda suona sempre la stessa nota ma la vibrazione del suono ha ampiezza e intensità diversa, in base alla forza con cui la corda è stata sollecitata.

Dal punto di vista scientifico l’intensità è misurabile in modo preciso, vediamo adesso cosa succede invece sul pentagramma, dove l’intensità non ha un valore assoluto ma relativo. Per questo motivo in musica non si parla di intensità del suono, ma di dinamica.

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Note di Lunedì

Robert Johnson, They’re Red Hot

[Note di lunedi n. 135] They’re Red Hot, il Minstrel Show interpretato da Robert Johnson

Robert Johnson è una leggenda del blues. Morto a soli 27 anni, di lui ci restano una manciata di registrazioni nelle quali canta accompagnandosi con la chitarra, nel classico stile del Delta blues. Una di queste registrazioni è però molto diversa dalle altre: un brano sorprendente dal titolo They’re Red Hot.

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Lezioni

Jim Grantham Jazzmaster Cookbook, recensione e guida allo studio

Il Jazzmaster Cookbook di Jim Grantham è un libro di teoria ed improvvisazione jazz, un manuale molto corposo ed ambizioso. In questa recensione spiego perché ne consiglio la lettura e lo studio, ma anche quali sono i limiti che possono portare un allievo principiante ad impantanarsi e complicarsi notevolmente la vita.

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Lezioni

Introduzione al jazz: cento brani per scoprire il jazz

Ho selezionato cento pezzi jazz indimenticabili che hanno fatto la storia di questa musica. Ho seguito lo sviluppo del jazz attraverso le principali epoche: le origini, gli anni ’30, le big band, le grandi voci, il bebop, cool jazz, hardbop & mainstream, le avanguardie, fino alle contaminazioni del jazz rock.

Per ciascun gruppo ho scelto interpreti e brani particolarmente importanti e significativi, in alcuni casi per l’influsso che hanno avuto sui musicisti contemporanei, in altri semplicemente per la capacità di rappresentare il periodo cui si riferiscono. Ovviamente una lista del genere è sempre arbitraria e parziale, vuole essere solo un’introduzione per chi non ha mai approfondito questo genere di musica, o magari fornire qualche consiglio di ascolto agli appassionati.

Jelly Roll Morton Hyena Stomp

100 brani per scoprire il jazz – parte 1, le origini

Com’era il jazz delle origini? Ecco alcuni brani all’origine della musica jazz. Il primo risale al 1917, mentre gli altri sono tutti brani degli anni ’20. In questo periodo in America erano molto diffusi i grammofoni e si sviluppò un discreto mercato discografico. I dischi potevano contenere musica per circa tre minuti, su ciascun lato, è questo il motivo per cui i brani durano circa tre minuti o poco più. I musicisti dovevano essere molto bravi, ripetere la registrazione era molto costoso per cui quando possibile si teneva la prima.

Il primo pezzo, Livery Stable Blues, deriva dagli spettacoli itineranti ed è piuttosto rudimentale. Solo una diecina di anni dopo, la musica di Louis Armstrong e Bix Beiderbecke è decisamente più sofisticata e ricca. Clicca sui link per approfondimenti sull’artista o la canzone. A fine articolo trovi la playlist di spotify, per ascoltare tutte le canzoni.

  • ODJB – Livery Stable Blues (1917)
  • Mamie Smith – Crazy Blues (1920)
  • King Oliver’s Creole Jazz Band – Dipper Mouth Blues (1923)
  • Jelly Roll Morton – Blackbottom Stomp (1926)
  • Frankie Trumbauer – Trumbology (1927)
  • Bix Beiderbecke – Singin’ the Blues (1927)
  • Louis Armstrong & His Hot Five – West End Blues (1928)
  • Bessie Smith – Nobody Knows When You Are Down And Out (1929)

Approfondimenti


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Note di Lunedì

Domenico Modugno, Amara terra mia

[Note di lunedi n. 134] Amara Terra mia, la canzone delle raccoglitrici di olive reinterpretata da Domenico Modugno

Amara Terra mia è un brano che Domenico Modugno ha reinterpretato e portato così alla conoscenza di tutta Italia, il pezzo originale dal titolo Nebbia alla valle risale ai primi del ‘900 ed era un canto di lavoro delle raccoglitrici di olive abruzzesi.

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Note di Lunedì

Manuel De Sica, A Place For Lovers

[Note di lunedi n. 133] Manuel De Sica, un maestro della musica da film

A Place For Lovers è un brano scritto da Manuel De Sica come colonna sonora per il film Amanti diretto nel 1968 dal padre Vittorio De Sica. Non è questo uno dei capolavori del grande regista, mentre la musica è decisamente degna di nota. Ho provato dunque ad analizzare come viene utilizzata la colonna sonora, anche per capire meglio come funziona la musica da film.

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Pianoforte

Accordi pianoforte, imparare gli accordi con il negativo fotografico

Imparare gli accordi al pianoforte non è difficile, per farlo possiamo utilizzare diverse tecniche e diversi modi di ragionare. In questa lezione propongo un sistema semplice ed efficace per imparare e ricordare gli accordi al pianoforte, chiameremo questo sistema tecnica del negativo fotografico. Vedremo anche come si esegue l’arpeggio degli accordi e potrai scaricare il .pdf con le diteggiature corrette.

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Note di Lunedì

Fred Bongusto, Tre settimane da raccontare

[Note di lunedi n. 132] Una canzone da raccontare: la grande canzone all’italiana

Tre settimane da raccontare è una canzone di Alberto Testa e Walter Malgoni, interpretata da Fred Bongusto e che presenta tutte le caratteristiche tipiche della grande “canzone all’italiana”. In particolare, proviamo a vedere che cosa l’accomuna a tantissima musica italiana degli anni ‘60-’70.

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Pianoforte

Pianoforte classico e piano jazz a confronto

La storia del pianoforte inizia molto prima della storia del jazz. Tuttavia il piano jazz ha rappresentato una vera e propria rivoluzione, allargando di molto i limiti dello strumento e apportando nuovo slancio e nuovi stili. Per questo, ho provato a ragionare un po’ sulla relazione tra pianoforte classico e piano jazz.

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Note di Lunedì

Chick Webb, Blues in My Heart

[Note di lunedi n. 131] Chick Webb – un blues nel cuore, un cuore grande

Chik Webb è stato uno dei primi grandi batteristi jazz, la sua carriera è stata breve ma a lui si sono ispirati numerosi batteristi: Buddy Rich, Gene Krupa, Sid Catlett, Jo Jones e altri gli hanno reso omaggio e lo consideravano un maestro. Ascoltiamo la sua orchestra che suona Blues in My Heart, un brano raffinato scritto da Benny Carter.