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Note di Lunedì

Ella Fitzgerald, A Tisket a Tasket

[Note di lunedì n.14] A Tisket a Tasket la carriera di Ella Fitzgerald inizia con una filastrocca

Ella Fitzgerald è una delle più importanti cantanti di jazz, i suoi Songbooks sono opera monumentale ed imperdibile, le sue improvvisazioni vocali un modello per qualunque aspirante cantante jazz. A lanciarla verso il successo nel 1938 non fu però una canzone ma una semplice filastrocca per bambini dal titolo A Tisket, a Tasket.

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Note di Lunedì

Teddy Wilson, Pennies From Heaven

[Note di lunedì n.13] Teddy Wilson, un accompagnatore ideale

Teddy Wilson era un virtuoso del pianoforte ma raramente faceva sfoggio dei suoi mezzi tecnici, suonava sempre in modo essenziale ed elegante. Lo ascoltiamo al fianco di Billie Holiday in una graziosa canzone dal titolo Pennies From Heaven.

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Note di Lunedì

Dizzy Gillespie, Salt Peanuts

[Note di lunedì n.12] Dizzy Gillespie, il maestro del bebop

Il cantante Billy Eckstine nel 1944 affidò la guida della sua orchestra a Dizzy Gillespie. Le orchestre swing erano solite eseguire un repertorio accattivante, funzionale al ballo, Dizzy invece sperimentava continuamente sonorità nuove ed ardite. Una sera il pubblico insorse, lamentandosi dei molti pezzi strumentali e reclamando un brano cantato. Ecco come andò a finire.

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Note di Lunedì

Charlie Parker, The Jumping Blues

[Note di lunedì n.11] Il giovane Charlie Parker nell’orchestra di Jay McShann

Ascoltiamo una delle prime registrazioni del giovane Charlie Parker con l’orchestra del pianista e cantante blues Jay McShann, datata 1940. I due erano entrambi di Kansas City, dalla quale venivano molte orchestre con una forte impronta blues ed una maniera molto particolare portare il tempo, marcando tutti e quattro gli accenti della misura. La più famosa orchestra di Kansas City era quella di Count Basie.

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Note di Lunedì

Charlie Christian, Rose Room

Note di lunedì #10 Charlie Christian e la chitarra elettrica

Un giorno il clarinettista Benny Goodman si trovò alle prese con uno scherzo: durante un suo concerto, il giovane chitarrista Charlie Christian fu fatto salire sul palco. Diffidente di questo ospite indesiderato, Benny Goodman prese a suonare un vecchio brano intitolato Rose Room, convinto di cogliere l’intruso impreparato e di costringerlo così a lasciare il palco.

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Note di Lunedì

Count Basie, One ‘O Clock Jump

Note di lunedì #9 Count Basie, la big band di Kansas City

La musica di Count Basie ha le sue radici a Kansas City e nel blues, il suo contributo allo sviluppo del jazz fu notevole, sia per le innovazioni nella sezione ritmica quanto per l’uso dei riff, ovvero frasi ripetute, molto semplici ed efficaci, che si possono adattare ad accordi diversi senza bisogno di cambiamenti o correzioni.

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Note di Lunedì

Roy Eldridge, After You’ve Gone

Note di lunedì #8 Roy Eldridge, un ascolto ogni mattina

Il chitarrista J.W.Smith racconta che Dizzy Gillespie, suo compagno di camera durante una tourneé in Europa, lo svegliava ogni mattina ascoltando After You’ve Gone di Roy Eldridge.

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Art Tatum, Tea For Two

Note di lunedì #7 Art Tatum, insuperabile virtuoso

Molti sono stati i pianisti virtuosi nella storia del jazz, Art Tatum rappresenta tuttavia un caso unico ed ineguagliato. Art Tatum seppe divorare con avidità tanto il repertorio pianistico classico, da Chopin e Listz fino a Ravel, quanto i maestri dello stride piano come Fats Waller, James P. Johnson e Jelly Roll Morton.

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Note di Lunedì

Coleman Hawkins, Body and Soul

Note di lunedì n.6 – Coleman Hawkins, il padre del sax tenore nel Jazz

Pur essendo un’invenzione europea, il sax trovò largo impiego nella musica jazz e furono i jazzisti a svilupparne il suono e la tecnica. Coleman Hawkins, padre del sax tenore, nel corso della sua carriera sperimentò numerose tecniche: slap tongue, glissando, staccato, vibrato sulle note lunghe, ampie escursioni di registro. Per capire meglio il suo stile, analizziamo la sua celebre esecuzione di Body and Soul.

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Note di Lunedì

Billie Holiday e Lester Young, Without Your Love

Note di lunedì #5 Billie Holiday e Lester Young, un’amicizia autentica

Billie Holiday ha avuto un’esistenza travagliata e piena di sofferenza, molti uomini si arricchirono sfruttandola, per poi voltarle le spalle nei momenti di maggiore difficoltà. Tra i pochi amici autentici si annovera Lester Young al quale si deve il soprannome “Lady Day”. La cantante ricambiò coniando per l’amico il nomignolo “Prez”, che indicava Lester come il “Presidente” di tutti i sassofonisti tenore.