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Perché sbagliamo al pianoforte? L’ansia da esecuzione

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Molti pianisti principianti si trovano a sperimentare quanto sia difficile suonare un brano al pianoforte, anche semplice, senza commettere neanche un errore. Anche dopo aver studiato un brano per settimane, capita spesso di non riuscire ad eseguire il pezzo in modo perfetto, di commettere degli errori magari in punti del brano che non avevano mai sbagliato prima. Voglio chiamare questa difficoltà “ansia da esecuzione” e cercare di capire perché sbagliamo al pianoforte.

Studiare un brano e perfezionarlo non è la stessa cosa

A volte chi studia non se ne rendo conto, ma lo studio di un brano al pianoforte è diviso in due fasi ben distinte: lo studio di apprendimento è quello che inizia quando leggiamo il brano per la prima volta, e finisce quando lo abbiamo imparato quasi del tutto. Lo studio di consolidamento rappresenta l’ultima fase, ed è la più difficile.

E’ molto più semplice portare un brano da zero al 90%, che non perfezionarlo dal 90% al 99% (il 100%, ovvero la perfezione, in musica non esistono!). Chi studia uno strumento da qualche anno, di solito si ferma sempre allo studio di apprendimento: imparara un pezzo, e quando lo sa suonare piuttosto bene lo abbandona e ne comincia un altro. E’ normale che sia così, ed io stesso con i miei allievi seguo questo tipo di percorso.

Perfezionare davvero un brano richiede una maturità ed un’esperienza che un principiante ancora non possiede. Inoltre, se abbiamo commesso qualche piccolo errore in fase di impostazione, ad esempio non abbiamo rispettato sempre le diteggiature, nella nostra esecuzione possono rimanere delle “scorie” di questi errori, anche dopo che li abbiamo risolti. Questo renderà il perfezionamento del brano quasi impossibile.

Quasi sempre, un principiante non è in grado di consolidare un brano e suonarlo davvero bene. Questa è una cosa che imparerà a fare col tempo. E’ questo il motivo principale per cui continua a sbagliare al pianoforte, anche dopo avere imparato un brano.

Studio di apprendimento e studio di consolidamento sono due cose diverse: un principiante non ha ancora imparato a consolidare un pezzo per suonarlo senza errori. 

La differenza tra studiare e suonare

Il secondo motivo per cui sbagliamo al pianoforte risiede nella differenza tra studiare e suonare. Quando studiamo un brano al pianoforte, cerchiamo di tenere sotto controllo i vari aspetti dell’esecuzione: le note, le diteggiature, le legature, i movimenti da svolgere. E’ come se componessimo costantemente un puzzle tra diversi aspetti dello spartito, per cui siamo concentrati sui dettagli e trascuriamo l’insieme.

Quando eseguiamo un brano non possiamo controllare i dettagli, ma dobbiamo pensare alla musica: cantare il brano, lasciare scorrere la musica e pensare solo al discorso d’insieme, non ai dettagli. Se riusciamo a farlo ed abbiamo studiato bene il brano, sarà più facile suonare senza commettere errori (o quasi). Se sbagliamo al pianoforte anche dopo aver studiato a lungo il brano, forse è anche perché stiamo cercando di tenere sotto controllo i diversi aspetti del brano, invece di concentrarci sulla musica.

Immagina di guidare un automobile guardando continuamente gli indicatori nel cruscotto: la temperatura, la velocità, il numero di giri, la benzina rimasta. Quasi sicuramente andrai a sbattere. In modo simile, quando suoniamo un brano dobbiamo guardare la strada, non il cruscotto: pensa alla musica, piuttosto che a come stai suonando.

Quando esegui un brano musicale, non pensare ai dettagli ma alla musica. Concentrati sul generale piuttosto che sul singolo particolare. 

Perché sbagliamo al pianoforte, superare l’ansia da esecuzione

Ecco alcuni consigli per superare l’ansia da esecuzione e suonare in modo più rilassato.

1) La perfezione non esiste

La prima contromisura per superare l’ansia da esecuzione è essere consapevoli che in musica la perfezione non esiste. Anche i più grandi musicisti commettono degli errori, ma a differenza di noi non si lasciano distrarre dagli errori e continuano a pensare alla musica.

Quando suoniamo un brano al pianoforte non dobbiamo pensare agli errori, dobbiamo imparare ad ignorarli e andare avanti. Imparare a suonare significa anche imparare a gestire le note sbagliate, sapendo che sono parte del gioco.

L’esecuzione di un brano al pianoforte non è buona o cattiva in relazione al numero di note sbagliate, ci sono altri aspetti che sono ugualmente importanti: l’ispirazione, la cantabilità, la capacità di coinvolgere chi ascolta e comunicare emozioni.

2) L’importanza del gesto, prima di tutto

Per chi studia pianoforte la ricerca delle note giuste può essere persino fuorviante. Spesso ripeto ai miei allievi che è meglio suonare note sbagliate con un gesto corretto, piuttosto che note corrette con un gesto sbagliato.

Evidentemente l’orecchio è più gratificato dalle note giuste, ma se le suoniamo con uno sforzo esagerato e con tensioni dannose della mano o del braccio, non stiamo davvero imparando il brano musicale. Viceversa, se riusciamo a muovere le mani e le braccia in modo naturale e senza sforzo, le note corrette arriveranno poi di conseguenza.

Spesso accade che la causa di una o più note sbagliate sia infatti proprio in un gesto errato, che possiamo compiere inconsapevolmente alcune misure prima del punto del brano in cui sbagliamo. Ad esempio, sbagliare una diteggiatura può avere conseguenze più avanti nel brano, ed intestardirsi a ripetere mille volte il punto in cui sbagliamo non ci sarà di alcun aiuto, se la causa dell’errore è a monte, più indietro.

Superare l’ansia da esecuzione

Per chi studia pianoforte la ricerca delle note corrette è evidentemente parte del lavoro. Questa preoccupazione dovrebbe però essere limitata allo studio ed alla preparazione. Studiare in modo meticoloso e paziente è indispensabile, tuttavia quando arriva il momento dell’esecuzione le singole note non sono più così importanti.

Chi suona deve ignorare i piccoli errori, rimanere concentrato sulla musica e sul brano intero, piuttosto che sulle singole parti che lo compongono. Una buona esecuzione è qualcosa di diverso da una sequenza di note giuste. Se questo argomento ti appassiona e vuoi approfondire i diversi aspetti dello studio del pianoforte, forse potrebbe interessarti il mio corso intitolato Obiettivo Musica. Nel corso affronto tutti i diversi aspetti dello studio della musica, dalla lettura alla tecnica fino all’esecuzione in pubblico. Per scoprire di più su obiettivo musica segui questo link.

Spero che questo articolo ti sia stato di aiuto per capire perché sbagliamo al pianoforte. Se ti fa piacere, lascia un commento all’articolo e fammi sapere come la pensi. Grazie

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  • Parole sante! Credo sia un problema di tutti i dilettanti (mio di sicuro). Alla “diagnosi” che tu hai dato, che condivido al 100%, aggiungo un altra circostanza, che vale forse di più quando si improvvisa (magari uno std da real book): il classico dilettante come me non controlla la foga e, appena inizia a gustare quel che sta suonando, spinge l’improvvisazione al “più difficile che sa fare”: che sia più o meno evoluto, la stecca è preannunciata… trovo comunque importante anche l’altro aspetto che sottolinei: crescere significa anche gestire quel che esce dalla tastiera, che non è mai uguale a se stesso due volte, anche suonando a spartito!

    • Ciao Eros, grazie del commento. Improvvisare senza sbagliare è ancora più difficile, hai ragione. Persino i più grandi jazzisti a volte cadono durante un assolo, possiamo essere un po’ meno esigenti con noi stessi! A presto

  • Grazie dell’articolo.
    Per l’ansia da prestazione davanti al pubblico: si pensa automaticamente di essere giudicati, è normale.
    Però forse potrebbe aiutare il pensare che non sono tanto io ad essere giudicato ma invece che sto facendo un regalo a chi ascolta.
    Cambia la prospettiva. Ciao

    • Ciao Roberto ottima osservazione. Inoltre, più che mostrare “quanto siamo bravi” dobbiamo mostrare quanto siamo coraggiosi. Non tutti hanno la personalità di affrontare un pubblico ed esibirsi, a qualunque livello lo si faccia. Bisogna esserne orgogliosi, anche se la performance non dovessere andare bene come speravamo