Accordi pianoforte: tecnica del negativo fotografico ed arpeggio
Accordi pianoforte

Accordi pianoforte – imparare gli accordi con il negativo fotografico

Imparare gli accordi al pianoforte non è difficile, per farlo possiamo utilizzare diverse tecniche e diversi modi di ragionare. In questa lezione propongo un sistema semplice ed efficace per imparare e ricordare gli accordi al pianoforte, chiameremo questo sistema tecnica del negativo fotografico. Vedremo anche come si esegue l'arpeggio degli accordi al piano.

Non esiste un solo sistema per imparare gli accordi al pianoforte. Per iniziare, andiamo a vedere quali sono i principali, in modo da poter utilizzare quello che ci risulta più semplice.

Accordi pianoforte: ricavare l'accordo dalla scala

Il primo sistema consiste nel trovare gli accordi sulla scala maggiore. Possiamo armonizzare la scala maggiore oppure semplicemente ricordare che prendendo la prima, la terza e la quinta nota di una scala maggiore si trova la triade maggiore. Sulla scala minore accade la stessa cosa: prendendo prima terza e quinta nota, troviamo l'accordo minore.

Questo sistema è il più corretto perché mantiene la relazione tra scala e accordo, una relazione che è molto importante nello studio dell'armonia. Tuttavia questo metodo è anche il più difficile, perché richiede la conoscenza delle scale maggiori e minori. Vediamo dunque un secondo sistema per imparare gli accordi al pianoforte.

Contare toni e semitoni per trovare le note dell'accordo

Scale e accordi mantengono le stesse distanze tra i suoni anche se partono da note diverse. Ad esempio, la scala maggiore è formata da una nota di partenza (detta tonica) e una serie di intervalli sempre uguali. La formula completa è: tonica tono tono semitono tono tono tono semitono. Se ti interessa, vedi la lezione dedicata alla scala maggiore.

In modo simile, gli accordi maggiori sono formati dalla nota di partenza (detta fondamentale F.), un intervallo di due toni, un intervallo di un tono e mezzo. L'accordo minore ha gli stessi intervalli ma invertiti: fondamentale, un tono e mezzo, due toni.

  • Accordo maggiore: F. + due toni  + un tono e mezzo
  • Accordo minore: F. + un tono e mezzo + due toni

Calcolare gli accordi maggiori e minori con questo sistema è più facile e veloce se ancora non conosci le scale maggiori e minori (ma comunque, prima o poi dovrai impararle!). Tuttavia calcolare toni e semitoni sulla tastiera richiede sempre qualche istante, per memorizzare accordi maggiori e minori sul pianoforte c'è un sistema forse ancora più efficace, che chiamiamo tecnica del negativo fotografico.

Trovare gli accordi sulla tastiera del piano con tasti bianchi tasti neri

Questo sistema serve per ricordare gli accordi pianoforte partendo dalla loro forma sulla tastiera e dalla posizione che assume la mano nel suonarli.

Imparare gli accordi in questo modo è più semplice perché coinvolge tre diversi livelli di memoria: quella matematica (la distanza tra i suoni), quella visiva (il colore dei tasti) e quella del movimento (la forma dell'accordo sotto la mano). Ecco come funziona il metodo del negativo fotografico per imparare gli accordi al pianoforte:

Dividiamo gli accordi in tre gruppi. Gli accordi del primo gruppo sono formati solo da tasti bianchi, e sono gli accordi di Do, Fa, Sol maggiore. E' facile ricordarli guardando la tastiera, basta saltare un tasto bianco. Vediamo per esempio l'accordo di Do maggiore:

accordi-pianoforte-tre-tasti-bianchi

Gli accordi di Do, Fa e Sol sono formati da tre tasti bianchi

Gli accordi di Fa e Sol sono fatti nello stesso modo, naturalmente Fa inizia da Fa, Sol inizia da Sol.

Gli accordi del secondo gruppo sono simili, ma utilizzano un tasto nero al centro e due tasti bianchi ai lati. Sono fatti in questo modo gli accordi di Re, Mi e La

accordi-pianoforte-un-tasto-nero

Gli accordi di Re, Mi e La sono formati da due tasti bianchi ed un tasto nero al centro

Abbiamo così imparato sei accordi costruiti sui tasti bianchi del pianoforte. L'ultimo che rimane da imparare corrisponde all'ultima nota della scala: Si. L'accordo di Si utilizza due tasti neri, Re# e Fa#.

accordi-pianoforte-due-tasti-neri

L'accordo di Si utilizza due tasti neri

A partire da questi tre gruppi di accordi, possiamo ricavare gli accordi costruiti sui tasti neri immaginando che questi ultimi siano l'inverso di quelli da cui derivano. Stiamo parlando delle tonalità con i bemolle: Re♭, Mi♭, Sol♭, La♭ e Si♭.

Ciascuno di questi accordi ha una forma che è esattamente l'inverso di quello costruito sul tasto bianco adiacente. Per questo pensiamo al negativo di una vecchia pellicola fotografica, dove chiari e scuri sembrano l'inverso di quanto poi è visibile nella foto, una volta sviluppata.

Re maggiore è formato da due tasti bianchi agli estremi ed un tasto nero al centro: Re♭ è esattamente l'inverso, due tasti neri agli estremi, uno bianco al centro.

La tecnica del negativo fotografico sulla tastiera

L'accordo di Reb è esattamente l'inverso dell'accordo di Re

La stessa cosa vale per gli accordi di Mi♭ e La♭. L'accordo di Sol♭ è fatto da tre tasti neri, ovvero l'inverso di Sol naturale (tre tasti bianchi).

accordi-pianoforte- tre-tasti-neri

Infine, l'accordo di Si(un tasto nero, due tasti bianchi) è l'inverso dell'accordo di Si (un tasto bianco, due tasti neri), in questo modo:

accordi-pianoforte-Sib

Imparare e memorizzare gli accordi pianoforte

Se non conosci per niente gli accordi sul pianoforte, puoi dunque cercare di impararli in questo ordine:

  • 1) Impara gli accordi di Do, Fa, Sol maggiore
  • 2) Accordi di Re, Mi, La maggiore
  • 3) Accordo di Si maggiore
  • 4) Accordi costruiti sui bemolli (negativo fotografico)

Imparare a suonare gli accordi minori

Anche gli accordi minori possono essere divisi in tre gruppi.

  • Gruppo 1, solo tasti bianchi: Lam, Rem, Mim
  • Gruppo 2, un tasto nero al centro: Dom, Fam, Solm
  • Gruppo 3, un tasto nero finale: Sim

Troveremo poi gli accordi sui tasti neri, con la tecnica del negativo fotografico:

  • Accordi di Do#m, Fa#m, Sol#m: due tasti neri ai lati ed uno bianco al centro (l'inverso di Dom, Fam, Solm)
  • Accordo di E♭m, tre tasti neri (l'inverso di Mim, tre tasti bianchi)
  • Accordi di Si♭m, due tasti neri ed uno bianco (l'inverso di Sim, due bianchi ed un nero)

Arpeggio degli accordi al pianoforte

Saper eseguire gli arpeggi degli accordi maggiori e minori è fondamentale per chi vuole suonare pop, rock e jazz con pianoforte e tastiere. Questo esercizio è particolarmente utile anche dal punto di vista tecnico, in quanto comprende due movimenti molto importanti: passaggio del pollice e rotazione del polso.

A seguire le diteggiature di tutti gli arpeggi delle triadi su un'ottava. In questo esercizio suoniamo le tre note della triade ed il raddoppio della nota fondamentale un'ottava sopra la nota di partenza, come nel seguente esempio:

Diteggiatura arpeggio delle triadi

Guarda il video tutorial per imparare l'arpeggio degli accordi al pianoforte

Diteggiatura dell'arpeggio per la mano destra

L'arpeggio inizia con il primo dito quando l'accordo è costruito su un tasto bianco e per gli accordi di G♭ e E♭m. Negli altri casi la diteggiatura è diversa, per evitare di usare il primo dito su un tasto nero, cosa molto scomoda in quanto il pollice è il dito più corto. Altrettanto si può dire del 5° dito, il mignolo. Le seguenti diteggiature rispettano dunque questo principio: evitare di usare le dita 1 e 5 sui tasti neri. Suonare gli arpeggi degli accordi è molto più facile se sui tasti neri adoperiamo le dite più lunghe: 2° 3° e 4° dito. 

A seguire la tavola completa con tutte le diteggiature per suonare gli accordi maggiori e minori con la mano destra.

DiteggiaturaAccordi MaggioriAccordi Minori
123 532 1C, G, D, A, E, B, G♭, FCm, Gm, Dm, Am, Em, Bm, E♭m, Fm
212 421 2B♭, E♭, A♭, D♭F#m, C#m, G#m
231 313 2B♭m

La diteggiatura della mano sinistra

A seguire le diteggiature degli arpeggi per la mano sinistra. Nell'accompagnamento di una canzone spesso accade che la mano sinistra esegua arpeggi a centro tastiera, è importante imparare fin dall'inizio le diteggiature corrette.

DiteggiaturaAccordi MaggioriAccordi Minori
542 124 5C, G, F, G♭Cm, Gm, Dm, Am, Em, Bm, E♭m, Fm
532 123 5D, A, E, B
214 241 2D♭, A♭, E♭F#m, C#m, G#m
421 212 4B♭B♭m

Arpeggio degli accordi al pianoforte, con due mani

Una volta imparati gli arpeggi a mani separate, prova ad eseguirli a mani unite. La cosa inizialmente non sarà facile, in quanto le diteggiature delle due mani non sono simmetriche.

Scarica lo schema degli accordi al pianoforte

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Scarica lo schema con la diteggiatura degli arpeggi di triade al pianoforte

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Per suonare la musica moderna, le canzoni e anche affacciarsi al repertorio jazz, conoscere bene come si formano gli accordi al pianoforte e saper suonare gli arpeggi è molto importante. Se vuoi approfondire l'argomento, ti invito a vedere il corso di armonia funzionale e il corso di pianoforte moderno, presenti su questo sito. Se invece non hai capito bene come funzionano gli accordi pianoforte, oppure hai domande o commenti su questa lezione ti prego di scriverli nei commenti qua sotto. Grazie!

  • Franco ha detto:

    Interessante… e a proposito di prospettive alternative sembra stia prendendo piede questa “Negative Harmony”, le sembra valida?

    • leoravera ha detto:

      La “negative harmony” è un sistema di sostituzione degli accordi, interessante come tutti i sistemi che richiedono di ragionare sulla musica. E’ una buona palestra per la mente del musicista ma non è un sistema alternativo perché le sue applicazioni pratiche sono limitate, non si sostituisce alla conoscenza dell’armonia tonale.

      Personalmente ho maggiore familiarità con il sistema di George Russell, https://www.leoravera.it/george-russell-lydian-chromatic-concept/ che propone un modo diverso di vedere le cose dal punto di vista melodico, mentre la “negative harmony” è rivolta principalmente ad aspetti armonici: sostituzioni di accordi.

      Tutto è utile se affrontato al momento giusto: consiglio le teorie di Russell e di Levy a musicisti molto avanti negli studi, che abbiano le idee molto chiare sull’armonia funzionale e gli accordi (armonia superiore inclusa). Un cordiale saluto

      • Franco ha detto:

        Sì, intendevo prospettiva alternativa ad altre di rielaborazione tonale…
        Peraltro tutti ancora si affannano di dare credibilità “naturalistica” al sistema tonale, e di rimando a questa discendenza “inversa”: pensavo fosse una questione superata (nel senso che non è naturale, ma non importa, è comunque un ottimo e funzionale sistema).
        Mille grazie della sollecita risposta!

  • Domenico ha detto:

    Complimenti Leo. Come sempre riesci a spiegare argomenti difficili in maniera molto semplice.

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